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Dal 10 dicembre è attivo il sito www.nuoveschiavitu.it, un progetto frutto della collaborazione tra Cestim e l'ong Mlal ProgettoMondo.
ROMA - Esiste ancora, oggi, la schiavitù? A questa domanda vuole rispondere il sito www.nuoveschiavitu.it, attivo dallo scorso 10 dicembre, un progetto frutto della collaborazione tra due realtà da anni impegnate nel settore: il Cestim e l’ong Mlal Progetto Mondo.
“Sono passati 189 anni da quando in Europa per la prima volta fu condannata la schiavitù, ma sussiste per milioni di persone una condizione effettiva di assoggettamento ad altri e quindi uno stato di privazione dei diritti umani”, affermano i promotori.
E nel giorno del 56° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (venerdì 10 dicembre), si affaccia on line un sito che intende raccontare le nuove forme di schiavitù, ciò che hanno in comune con il passato – l’aspetto della compravendita, lo sfruttamento lavorativo e sessuale, l’asservimento per debiti – e le evoluzioni del fenomeno come la mancanza di valore delle vittime. Con notizie settimanali, storie, interviste e schede informative, il sito intende approfondire una realtà complessa e in continua evoluzione dando spazio, inoltre, ai progetti e alle iniziative di enti, associazioni, organizzazioni impegnate sul campo. Uno spazio web dove non solo sia possibile far luce su luoghi comuni o disinformazione relativi a questioni come prostituzione coatta, traffico degli esseri umani, alcune realtà del mercato del lavoro odierno, ma anche monitorare quanto accade in Italia e nel mondo.
Tratto da: Redattore Sociale del 13/12/2004 (ore 11.02) |