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Cambogia-Thailandia, la via del traffico sessuale
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(Tratto da: Redattore Sociale del 30.06.10) Nel 2009 in Cambogia 109 casi di traffico sessuale di donne e bambine verso la Thailandia, il doppio rispetto all'anno precedente. È quanto registrato dalle 27 ong locali che hanno condotto una ricerca in collaborazione con Intervita. MILANO - Nel 2009 la tratta sessuale in Cambogia ha coinvolto 109 donne e bambine tra i 7 e i 39 anni, più del doppio rispetto al 2008, anno in cui ci sono state 43 segnalazioni. Una vittima su tre è minorenne. Tra gli 83 trafficanti individuati dalle autorità, per la prima volta ci sono due occidentali. Sono i risultati della ricerca sulla tratta di esseri umani in Cambogia “Trafficking and Rape in Cambodia 2009”, condotta da 27 associazioni locali e sostenuta dall'organizzazione non governativa Intervita, che ha presentato questa mattina a Milano i dati dell'indagine. Il numero dei casi riportati è più un segno delle difficoltà nel raccogliere informazioni che un indicatore reale del traffico di esseri umani in Cambogia. “È comunque interessante il dato tendenziale che evidenzia un incremento sensibile rispetto al 2008 -spiega Daniela Bernacchi, direttore di Intervita-.Non possiamo dire quanto il fenomeno sia realmente diffuso: ci basiamo per lo più sulle denunce alle autorità, e pensiamo che ci sia almeno un 50% di sommerso”. Nel 2009 circa la metà delle vittime proviene da famiglie disgregate e instabili economicamente, il 36% è analfabeta e il 12% è stato coinvolto nel traffico insieme alle sorelle. L'81,8% ha subito la tratta una sola volta, il resto in due, tre, o quattro occasioni. Tutte le donne e le bambine coinvolte conoscevano i loro sfruttatori, che in alcuni casi erano parenti. La maggior parte delle vittime è stata portata in Thailandia e Vietnam, dove le attività di stampo occidentale legate alla prostituzione (centri massaggi e locali notturni) sono più diffusi. “Il traffico sessuale è causato da una povertà endemica, il 76% delle donne stesse sapevano che sarebbero state coinvolte in attività legate alla prostituzione – spiega Daniela Bernacchi, direttore generale di Intervita - e questo significa che probabilmente avevano già avuto esperienze all'interno dei circuiti sessuali: è una conferma che nel Sud del mondo la tratta è sempre di più una scelta obbligata per chi vuole fuggire da povertà è analfabetismo”. Tra gli 83 trafficanti individuati, due sono europei (la polizia non ne ha specificato la nazionalità), l'84% è cambogiano e il rimanente è vietnamita. Solo 13 di loro sono stati arrestati. Per il 2010, Intervita ha l'obiettivo di sensibilizzare il 20% dei turisti internazionali che visitano la Cambogia, e il 10% della popolazione cambogiana: “Stimiamo che nel sud-est asiatico le vittime della tratta siano almeno 200-225 mila tra donne e bambini. La prostituzione è un fenomeno diffuso, e soprattutto in Cambogia i clienti non sono necessariamente occidentali”, spiega Daniela Bernacchi. Il rapporto delle 27 ong cambogiane si occupa anche di stupri: nel 2009 ne sono state vittima 541 donne e bambine tra i 2 e gli 84 anni. Il 72% |