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La prostituzione vista dall’artista sloveno Tadej Pogacar   Stampa  E-mail 

(Tratto da: Redattore Sociale del 04.06.10)
Per i suoi primi dieci anni di impegno a fianco delle vittime della prostituzione e della tratta, l’associazione Free woman porta in Italia la mostra dello sloveno Pogacar. In questi anni l’artista ha lavorato con le associazioni e i gruppi di sex workers.
ROMA
– L’arte come occasione per ragionare sui temi della prostituzione e della tratta. Per festeggiare i suoi primi dieci anni di attività, l’associazione Free woman onlus ha scelto di proporre, accanto a un convegno internazionale, la prima personale dell’artista sloveno Tadej Pogacar.

La mostra – che verrà inaugurata domani alle  18,30 alla Mole Vanvitelliana e rimarrà aperta fino al 19 giugno – si intitola “Code: Red” ed è dedicata a prostituzione ed economie informali. A partire dal 2001 l’artista sloveno, che dirige il Parasite Museum of Contemporary Art di Lubiana, ha sviluppato un progetto artistico che si serve di media differenti e di collaborazione con le realtà attive nel sociale.
 
La prostituzione scandalizza sempre, ma “soprattutto quando tenta di organizzarsi, quando cerca di operare alla luce del sole come una realtà economico-sociale esistente, reale, consapevole, e per questo non da mettere in ombra come mercato nero, come entità sociale oscura quasi fosse inesistente”, scrive il curatore della mostra Gabriele Tinti. “Tadej Pogacar ragiona da tempo su tutto ciò e lo fa a vari livelli – prosegue –. Organizza convegni, ne fa parte, progetta performance ed eventi, crea immagini. Collabora con associazioni di protezione sociale, con i gruppi di sex workers. Partecipa alle loro istanze, dà loro una voce diversa. Il tutto viene da lui riunito all’interno della titolazione evocativa Code Red”. La mostra è stata promossa con il contributo della regione Marche, la provincia di Ancona e comune di Ancona.

 

 


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