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Tornano i mercanti di schiavi, sei arresti tra italiani e rumeni   Stampa  E-mail 

(Tratto da: Teleradioerre.it del 25.05.10)
Si trattava di un vero e proprio circuito che si occupava di portare rumeni in Italia da assoldare nei campi e poi scegliere quelle ragazze che potevano invece essere destinate alla prostituzione nelle zone di campagna di Apricena, sia sulla strada, sia in abitazioni private.
FOGGIA
- Facevano venire in Italia cittadini rumeni per la raccolta del pomodoro in Capitanata, ma poi le ragazze più adatte, dai campi finivano sulla strada, più proficuamente usate nel settore della prostituzione che impiegate nella raccolta dei pomodori. E' iniziata alle prime luci dell'alba l'operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Foggia che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, tra rumeni e italiani residenti ad Apricena, tutte accusate di riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione, estorsione e ricettazione.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari sono iniziate nel dicembre 2008 quando una donna rumena ha raccontato la sua storia. Allettata dalla possibilità di un lavoro nei capi dell'Alta Capitanata per la raccolta del pomodoro nei mesi estivi ha accettato l'aiuto di due suoi connazionali che vivevano ad Apricena. Loro le hanno organizzato il viaggio e l'hanno ospitata, mentre lei impiegata nei campi, dopo un breve periodo è stata privata dei documenti e costretta, sotto minaccia, a prostituirsi. Erano i due ad organizzare gli incontri e a trattenere tutti i soldi che la donna percepiva. A dicembre però i due partono per la Romania con le loro famiglie e lasciano la donna per strada. Solo allora lei denuncia. E così dalle indagini emerge che si trattava di un vero e proprio circuito che si occupava di portare rumeni in Italia da assoldare nei campi e poi scegliere quelle ragazze che potevano invece essere destinate alla prostituzione nelle zone di campagna di Apricena, sia sulla strada, sia in abitazioni private. Prestazioni sessuali che venivano spesso usate in cambio di commesse agricole per i braccianti rumeni. Inoltre anche i rumeni che lavorano nei campi, per conto degli indagati, venivano sfruttati, privati dei documenti, costretti a dormire senza materassi. Coinvolti anche tre italiani, responsabili di tentata estorsione ai danni di un cittadino rumeno. Gli arrestati sono stati condotti in carcere a Lucera. Uno dei rumeni invece è fuggito ed è tuttora ricercato

 

 


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