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Zone riservate alla prostituzione: la proposta di un sindaco   Stampa  E-mail 

(Tratto da: Redattore Sociale dell'11.05.10)
L’idea del primo cittadino di Controguerra (Teramo), comune della Val Vibrata che si affaccia sulla strada provinciale della Bonifica del Tronto, tristemente nota per il fenomeno. D’accordo con il sindaco anche l’associazione On The road.
TERAMO
- Non sembra essere una provocazione quella lanciata dal sindaco del comune di Controguerra, in provincia di Teramo, sulla possibilità di creare nel territorio della Val Vibrata delle zone riservate alle prostitute.

 Il primo cittadino, Mauro Giovanni Scarpantonio, fa sul serio ed ha intenzione di coinvolgere tutti i comuni della valle (Ancarano, Controguerra, Sant’Egidio, Martinsicuro e Colonnella) che si affacciano sulla strada provinciale della Bonifica del Tronto, tristemente nota per il fenomeno della prostituzione. Sul problema si è così detto disponibile a riunire intorno a un tavolo i colleghi sindaci per eliminare dalla strada il fenomeno, valutando la possibilità di trasferire l’esercizio della prostituzione in zone lontane dagli occhi della gente. D’accordo con lui per il cosiddetto “zoning” è anche l’associazione On The road di Martinsicuro, che apre alla discussione per l’individuazione di luoghi appartati nei comuni. ”La nostra opinione - ha spiegato il presidente Vincenzo Castelli - è che interventi di urbanistica sociale e mediazione dei conflitti siano possibili sul nostro territorio. Per esempio andrà considerata la strutturazione dello zoning, non come una mera ghettizzazione dei luoghi in cui ci si prostituisce, ma come gestione e organizzazione intelligente degli spazi urbani in un’ottica di creazione di sicurezza della comunità locale e della tutela dei diritti dei cittadini. Potrebbe essere un utile strumento di governance territoriale - conclude - da parte di forze dell’ordine, enti locali e associazioni no profit, oltre che di tutela delle stesse prostitute che oltre ad essere molto spesso vittime di tratta, subiscono frequenti violenze e costanti prevaricazioni”.

 

 


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