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Una donna nigeriana frutta 5 mila euro al mese alle organizzazioni criminali   Stampa  E-mail 

(Tratto da: Redattore Sociale del 28.04.10)
Ricerca dell’Unicri: il debito medio per arrivare in Italia varia tra i 50 e i 60 mila euro al mese. I risultati del convegno sulla cooperazione internazionale nella lotta al traffico di donne dalla Nigeria.
ROMA
– Una donna nigeriana in mano alle reti criminali può fruttare fino a 5mila euro al mese e per affrancarsi dal debito contratto con i trafficanti per arrivare in Italia deve pagare in media 50-60mila euro.

 I dati emergono da una ricerca dell’Istituto interregionale delle Nazioni unite per la ricerca sul crimine e la giustizia (Unicri), che questa mattina ha organizzato un convegno a Roma sul tema della cooperazione internazionale nella lotta al traffico di donne e minori dalla Nigeria all’Italia. Durante l’incontro sono state presentate anche le stime Onu, che parlano di 2,7 milioni di vittime della tratta nel mondo e di un volume di affari di circa 32 miliardi di dollari l’anno, paragonabile a quello del traffico di armi o di stupefacenti.
 
L’Italia – precisa l’Unicri – è crocevia dei flussi migratori e paese di destinazione e di transito delle vittime trafficate. Secondo i dati del dipartimento per le Pari opportunità sono 54.559 le vittime di tratta che sono state contattate e accompagnate ai servizi sociali fra il 2000 e il 2007. Mentre, soltanto nell’ultimo anno, sono più di 2.670 le chiamate ricevute dal numero verde istituito dallo stesso ministero per assistere le vittime.  La Nigeria – spiega ancora l’Unicri – è tra i principali paesi di origine del fenomeno: infatti, più del 60% delle donne trafficate in Italia a fine di sfruttamento sessuale sono di nazionalità nigeriana. La giornata di oggi è stata anche l’occasione per presentare il progetto che l’Unicri ha avviato nel 2002 per il contrasto alla criminalità transnazionale che gestisce la tratta, per la prevenzione e per l’assistenza alle vittime

 

 


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