(Tratto da: Redattore Sociale del 23.04.10) L'episodio si è verificato sabato scorso, ma è stato reso noto solo oggi. Ha ingerito sapone liquido. L'avvocato Straini: "È molto provata sia fisicamente che psicologicamente. Continua a ripetere di volersi uccidere". MILANO - Una giovane nigeriana, Joy Omouruy, detenuta all'interno del Centro di identificazione ed espulsione di Modena, ha tentato il suicidio ingerendo sapone liquido. L'episodio si è verificato sabato scorso, ma è stato reso noto solo oggi. "È esasperata: è privata della libertà da quasi un anno. È molto provata sia fisicamente che psicologicamente -dice l'avvocato Mauro Straini-. Siamo preoccupati perché continua a ripetere di volersi uccidere". Dopo il ricovero in ospedale per la lavanda gastrica, la ragazza è stata riportata nel Cie di Modena.Joy, 28 anni, era stata rinchiusa nel Cie di via Corelli a Milano nell'estate 2009 in quanto priva di permesso di soggiorno, poco tempo prima dell'entrata in vigore del Pacchetto sicurezza che aumentava da due a sei mesi la permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione. Il 13 agosto 2009 scoppiò la rivolta di via Corelli e Joy venne condannata, il 20 agosto. Ma durante il processo ebbe il coraggio di denunciare l'ispettore capo del Cie, accusandolo di aver tentato di violentarla (vedi lancio del 30 marzo). Joy venne condannata a sei mesi di carcere (assieme ad altri 12 immigrati) per danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale. Uscita dal carcere a febbraio, è stata nuovamente riportata nel Cie di Modena e da lì, per un breve periodo, nel Cie di Ponte Galeria (Roma). Il timore in quei giorni, era che la giovane potesse essere espulsa, sottoponendola alle ritorsioni degli uomini della mafia nigeriana che l'avevano venduta al mercato del sesso e che, come ha raccontato Joy, le hanno ucciso tre familiari: il padre, un fratello e una sorella.
Attualmente è in corso un procedimento davanti al Giudice di pace di Como per ottenere la sospensione dell'espulsione e, a breve, Joy verrà ascoltata. Ciò nonostante la ragazza si trova in una situazione di grande sofferenza psicologica; un gruppo di volontari si è attivato per farla visitare da uno psicologo ma occorre attendere il via libera dalla Prefettura. |