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In Campania un terzo delle prostitute del Sud   Stampa  E-mail 

(Tratto da: Redattore Sociale del 13.04.10)
Circa 600 persone si prostituiscono tra Napoli e provincia, circa un centinaio sono maschi 16-24 anni. Nel libro di Andrea Morniroli della cooperativa Dedalus, Vite clandestine, la "mappa" della regione.
NAPOLI
- Sono circa un migliaio le persone coinvolte in Campania nella prostituzione di strada (tra le 900 e le 1.100 unità, per la precisione,  circa 1/3 delle presenze che riguardano tutto il Mezzogiorno), di cui quasi il 60% si concentra nella città di Napoli e nella sua provincia mentre il restante 40% si distribuisce tra le città di Caserta e Salerno. Provengono soprattutto dalla Nigeria, da alcuni paesi dell’Est Europa (prevalentemente Romania, Ucraina, Albania e Bulgaria) dall’area del Maghreb. Delle circa 600 persone che si prostituiscono tra Napoli e provincia, circa un centinaio sono maschi giovanissimi (tra i 16 e i 24 anni) che si “vendono” nella sola città, in particolare nella zona di piazza Garibaldi. Sono soprattutto rom rumeni, bulgari, maghrebini e un gruppo di italiani.

 100 i transessuali presenti a Napoli, dai 18 ai 50 anni, tra prostituzione di strada e indoor, quasi tutte italiane, con la presenza, comunque limitatissima di trans algerine e sudamericane, anche se queste ultime privilegiano decisamente il lavoro in appartamento. A questo dato va aggiunto il fenomeno non meno rilevante del sommerso, che sembra coinvolgere, in città, circa 500 donne e persone transessuali. la prostituzione viene esercitata in maniera diversa  nei
tempi,  luoghi,  forme di esercizio, livelli e strumenti di coercizione, mobilità. Quella di strada, ad esempio, si concentra in modo quasi esclusivo nella zona orientale della città, nei dintorni della Stazione Centrale. Mentre l’area tra piazza Municipio e teatro San Carlo èprevalentemente frequentata da transessuali.

Lo rivela il volume Vite clandestine. Frammenti, racconti e altro sulla prostituzione e la tratta di esseri umani in provincia di Napoli (Gesco Edizioni pagg 238 euro 12) a cura di Andrea Morniroli della cooperativa Dedalus che si presenta stasera alla Feltrinelli insieme ad Adriana Buffardi, Sergio D’Angelo, Santo Della Volpe, don Luigi Ciotti e Ottavio Ragone. Il libro, il cui ricavato andrà a favore della realizzazione di borse lavoro per le ragazze sottratte alla prostituzione, è dedicato a Joy, prostituta nigeriana morta l’anno scorso per una tubercolosi non curata nel timore di andare in ospedale e rischiare di essere denunciata ed espulsa. La pubblicazione è il risultato di un lavoro che Morniroli ha compiuto insieme
agli altri collaboratori di Dedalus, in particolare attraverso il progetto “La atta” attivo dal 2001, che prevede interventi sulla prostituzione extra-comunitaria di informazione, prevenzione e tutela sanitaria, mirando a favorire percorsi di inclusione sociale delle ragazze immigrate coinvolte nel circuito della prostituzione e della tratta.

"Non bastano logiche repressive ed interventi di difesa per risolvere un fenomeno così complesso - commenta Morniroli -  l’unico metodo per uscire da una condizione di povertà, è quella di attuare politiche attive del lavoro, o diamo un’alternativa credibile o difficilmente queste persone abbandoneranno la strada. I dati dicono che cresce la prostituzione maschile, mentre diminuisce l'età di chi lavora in strada. E che per la prima volta arrivano le cinesi. I clienti sono di tutte le categorie sociali, sono migliaia ogni sera. Basta con
l’ipocrisia di chi condanna di giorno e di notte va a cercare il trans.. La tratta non riguarda solo la prostituzione, ma anche chi chiede l’elemosina. La coercizione avviene con la violenza fisica, le vittime devono restituire un debito che è della famiglia. A gestire il traffico sono o ex prostitute o albanesi".  Senza dimenticare che il tutto avviene spesso in un contesto socio-economico e culturale fortemente degradato, dove legalità e illegalità sono divise da un filo sottilissimo e spesso si confondono e si sovrappongono. Dove l’
arrangiarsi, la furbizia e la violenza sono spesso elementi su cui vengono regolate le relazioni.


 

 


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