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Tratta di persone, Silvia Costa: Ecco le novità europee   Stampa  E-mail 

(Tratto da: Europa Regioni del 09.02.10)
Domani il voto al Parlamento europeo della proposta di risoluzione che introduce rilevanti novità: permesso di soggiorno incondizionato per le vittime, coordinatore antitratta, misure repressive, ipotesi di punizione del cliente.
ROMA
- Il permesso di soggiorno per le vittime di tratta a prescindere dalla loro collaborazione con la giustizia; l’istituzione di un coordinatore europeo anti tratta; l’utilizzo di un approccio olistico che includa prevenzione, protezione delle vittime e repressione dei trafficanti; l’armonizzazione degli strumenti di conoscenza del fenomeno. E la discussione ancora in corso sulla domanda: punire o no il cliente? Questi alcuni punti salienti della proposta di risoluzione che sarà votata domani al Parlamento europeo, anticipati all’agenzia dell’Aiccre ‘EuropaRegioni’ dall’eurodeputata Silvia Costa (relatrice ombra della Commissione FEMM - per il gruppo S&D)

In primo piano, ha dichiarato Costa “c’è un elemento di grande novità: il permesso di soggiorno per le vittime, che quindi vengono protette, a prescindere dalla loro collaborazione con la giustizia. Un permesso non condizionato è necessario vista la situazione di ricattabilità in cui versano le vittime.
Tra le altre rilevanti novità: “l’istituzione di un coordinatore antitratta dell’Unione europea che gestisca l’azione e le politiche dell’UE in questo settore, e che raccolga  - ha aggiunto Costa - i rapporti di tutti gli Stati per valutare lo stato del fenomeno nei singoli Paesi”.
Inoltre l’eurodeputata ha annunciato che la risoluzione conterrà nuovi elementi di prevenzione, protezione delle  vittime e repressione. E sulla posizione del cliente la discussione è ancora in corso: “ Nella risoluzione – ha spiegato Costa -  per adesso si è trovato un punto di accordo scrivendo che sono ammesse azioni di prevenzione e scoraggiamento della domanda. C’è chi sostiene la necessità di prevedere pene per il cliente visto che si rende complice dello sfruttamento e c’è chi non è d’accordo”. E lei è cosa ne pensa? “Sono disponibile a discuterne”, ha risposto la deputata europea.
Oltre alle più generali politiche che prevedono “accordi bilaterali e cooperazione internazionale”, Silvia Costa ha fatto sapere che  “le pene devono riflettere la serietà del crimine e avere un effetto dissuasivo. Inoltre  - ha proseguito - prevediamo una  cornice legale esaustiva che riconosca anche i reati su  l’internet”. Quanto all’Italia, l’eurodeputata ha commentato i fatti di Rosarno: “La loro condizione  - ha dichiarato - si può assimilare alla riduzione in schiavitù a mio parere. Certo andrebbe verificata”.


 


 

 


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