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Napoli, il parcheggio della prostituzione
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(Tratto da: Repubblica.it del 29.01.10) Il parking della prostituzione dista un centinaio di metri dalla sua postazione. E' il parcheggio Brin, quattro piani coperti per 800 posti auto, sotto la gestione diretta dell'Azienda napoletana mobilità. NAPOLI - Sostiene di chiamarsi Laura, ma quando pronuncia il suo nome una "collega", che si copre il viso mentre si allontana, scoppia a ridere. Carnagione bianco latte, poco più che ventenne, la presunta Laura alle14 è già al lavoro, coprendo un tratto di marciapiede a due passi dal ponte di via Galileo Ferraris. Del gruppetto di prostitute (a quell'ora ce ne sono già quattro all'opera) è l'unica a rivelare che lei è tra quelle che si rifugiano spesso al "parking", come lo chiamano nell'ambiente.E lo fa almeno tre volte al giorno, quando le tocca il turno di notte. Il parking della prostituzione dista un centinaio di metri dalla sua postazione. E' il parcheggio Brin, quattro piani coperti per 800 posti auto, sotto la gestione diretta dell'Azienda napoletana mobilità. «Quando propongo di andarci - racconta Laura in uno stentato italiano - quasi tutti accettano». Le alternative sono un alberghetto della Ferrovia (ma la tariffa sale) e un sentiero sterrato che confluisce in via Repubbliche Marinare (meno sicura). Lauraè una delle tante ospiti notturne del parcheggio di via Marina. Forse c'è finita anche lei in un dossier di immagini immortalate dai volontari dell'associazione "Cittadino nuovo", che hanno filmato l'ingresso e l'uscita da via Brin di auto con a bordo prostituta e occasionale avventore. Dossier che l'associazione allegherà a un esposto da presentare in Procura. Per due notti, sabato e domenica scorsi, i volontari di "Cittadino nuovo" se ne sono stati di ronda a due passi dal parcheggio. Filmando auto in entrata e in uscita. In almeno una decina di casi si notano vetture dalle quali scendono ragazze in abiti succinti che prelevano il biglietto alla cassa, risalgono a bordo e ripartono per concludere il viaggio al quarto piano del mega-garage. Per poi ridiscendere dopo venti minuti al massimo e pagare 1,50 euro per la frazione d'ora consumata. In un caso, la stessa ragazza entrerà e uscirà almeno tre volte in poche ore. In barba a quel divieto che campeggia all'ingresso e che impone l'entrata al solo conducente, mentre il passeggero è tenuto ad attendere all'uscita. E sotto l'occhio vigile di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso in grado di coprire ciascun angolo di ciascun piano. E, dunque, di immortalare anche gli incontri notturni. L'Anm, sulla scorta della denuncia dell'associazione, fa sapere di aver inoltrato una richiesta alla prefettura di un maggiore controllo nei pressi del parcheggio. «Non possiamo radiografare chiunque entra nel parcheggio - dichiara il presidente del cda dell'azienda, Antonio Simeone - ma da oggi vigileremo con più attenzione sulla caratura dei nostri ospiti». |