(Tratto da: Redattore Sociale del 20.04.09) Centinaia i minori introdotti in Europa passando dall'Italia; ingenti anche i quantitativi di stupefacenti (60 kg di eroina e 118 di cocaina sequestrati). La base criminale a Castelvolturno. NAPOLI – Scoperto dalla Procura antimafia di Napoli un traffico di minori che venivano fatti entrare in Italia dalla camorra nera, che ha una base a Castelvolturno in provincia di Caserta e che ha agganci in tutta Italia. L'operazione denominata 'Violà" a cui ha collaborato il comando provinciale di Viterbo, ha consentito, tra l'altro, di provare per la prima volta il collegamento diretto tra i narcos colombiani e i trafficanti nigeriani. Già nel 2007 i carabinieri, in collaborazione con la polizia olandese, scoprirono un network formato da nigeriani con base a Castelvolturno, responsabile della tratta di centinaia di donne fatte entrare clandestinamente nei paesi europei e poi costrette a prostituirsi.La Dda ha emesso 62 ordini di cattura 49 dei quali sono stati eseguiti dai carabinieri Ros, mentre altri sono stati eseguiti dai comandi provinciali dell'arma a cominciare da quello di Viterbo.
Secondo le indagini dei carabinieri sarebbero centinaia i minori introdotti in Europa passando dal nostro paese. Ingenti anche i quantitativi di stupefacenti (60 kg di eroina e 118 di cocaina sequestrati), fatti arrivare in Italia per poi essere smistati da Castel Volturno in altre città e nazioni. Un primo filone dell'inchiesta ha già avuto una conclusione nel gennaio dell'anno scorso, con l'emissione da parte della procura di Napoli di un provvedimento nei confronti di 75 persone. L'operazione si estende anche in Colombia, Turchia, Bulgaria e Olanda. I residenti in questi paesi sono stati colpiti da un ordine di carcerazione internazionale. L'ordine di cattura emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli parla di associazione finalizzata alla tratta di esseri umani ed al traffico di sostanze stupefacenti.
Le vittime, dopo aver contratto un debito di 60 mila euro e sottoscritto un patto di sangue in una cerimonia che prevedeva tra l'altro anche la parziale mutilazione degli organi genitali, venivano trasferite prima in Ghana, Sierra Leone e Togo e successivamente in Europa, dove finivano sotto il controllo delle cosiddette «madames», cui era affidato il compito di sorvegliare le ragazze e avviarle alla prostituzione. Un controllo esercitato anche attraverso riti voodoo, minacce nei confronti dei familiari rimasti in Nigeria e sequestro dei documenti. Ma non solo: spesso le donne che arrivavano in Europa venivano utilizzate come corrieri della droga. L'organizzazione, con base operativa a Castelvolturno, finanziava la tratta attraverso il traffico di droga: cocaina ed eroina arrivavano dalla Colombia e dalla Turchia con i corrieri e venivano smistate a Torino, Brescia, Padova, Verona, Roma e Napoli. A loro volta, i guadagni ottenuti facendo prostituire le ragazze venivano spediti attraverso money transfer in Nigeria, sia per finanziare la tratta sia per l'acquisto di droga. In diversi casi, inoltre, l'enorme quantità di denaro veniva rinvestita in attività lecite: call center e negozi di prodotti etnici. Le indagini, infine, hanno consentito di sventare in un orfanatrofio nigeriano il sequestro di due bambini che avrebbero dovuto essere affidati ad una madame a Dolo, in provincia di Padova.
|