|
Si torna a parlare di Legge Merlin. A Milano nasce il Forum sulla prostituzione; presenti tutte le sigle del sindacato, Caritas e Cnca. Oltre 2500 le donne coinvolte nella sola Lombardia: è emergenza sociale?
MILANO - Almeno 2500 prostitute in Lombardia, tantissime straniere: nigeriane e ragazze dell'Est per cui la tratta e lo sfruttamento assumono forme nuove rispetto al passato. Ce n'è abbastanza per aprire un dibattito costante, allargato a tutta la società, sul tema della prostituzione in Lombardia e non solo. E' quanto si propone il neonato "Forum permanente sulla prostituzione", promosso da Caritas ambrosiana, Cgil, Cisl, Uil e Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza). Il Forum si propone come coordinamento tra realtà laiche e religiose impegnate sui temi dei diritti e delle disuguaglianze e tiene oggi pomeriggio a Milano il suo primo incontro pubblico. Argomento del seminario (in programma oggi 08/11/2004 alle 14.30 alla Sala delle Colonne della Banca popolare di Milano, via San Paolo 12): il disegno di legge Bossi-Fini-Prestigiacomo, con cui il governo intende rivedere la legge Merlin (legalizzando la prostituzione lontano dalla strada), revisione su cui associazioni e sindacati esprimono perplessità soprattutto per la mancanza di un serio dibattito culturale sul tema.
"Vogliamo iniziare un lungo dibattito sulla prostituzione lontano dai luoghi comuni - spiega suor Claudia Biondi di Caritas ambrosiana da tempo impegnata sui temi della tratta e dello sfruttamento delle donne -. Smettiamola con frasi tipo 'è il mestiere più vecchio del mondo' e affrontiamo seriamente questo fenomeno in tutte le sue sfaccettature". La questione prostituzione a Milano e in Lombardia ha i numeri dell'emergenza sociale, soprattutto per la condizione di molte ragazze straniere costrette sulla strada: "Sono almeno 2500 le prostitute di strada in Lombardia, con due gruppi prevalenti: le ragazze nigeriane e il crescente numero di ragazze dell'Est, soprattutto rumene e bulgare - spiega suor Claudia Biondi -. Per loro il fenomeno prostituzione sta assumendo forme diverse: lavorano sulla strada, ma anche nei night e in appartamento, guadagnano più che in passato e in questo modo sono meno disponibili alla denuncia. Si tratta di un nuovo fenomeno che richiede nuove forme di intervento".
Si parlerà anche di questo nel corso delle attività del Forum che intende essere davvero un punto di incontro tra realtà diverse accomunate da alcuni valori comuni: "La libertà di non prostituirsi è il filo conduttore del lavoro e della riflessione che il sindacato così come Caritas hanno sviluppato", dice Nerina Benuzzi, della Segreteria della Camera del Lavoro di Milano e rappresentante all'interno del Forum di Cgil. Ma perché il sindacato sceglie di occuparsi di questi temi? "L'iniziativa nel nostro caso è partita dalle donne della Cgil - spiega Benuzzi -, ma l'aspetto importante è la presenza di tutte e tre le sigle sindacali. Siamo convinti che il sindacato non possa più essere solo nei luoghi di lavoro, ma deve tutelare i diritti nella società. Questo è un esempio di quel che si può fare". (mch)
Tratto da: REDATTORE SOCIALE
|