(Tratto da: Redattore Sociale del 27.03.09) Oggi un convegno Onu a Bologna. Patrignani (Unicri): ''Coinvolgere i 'native doctors' delle zone rurali che legano le ragazze agli sfruttatori con riti magici e religiosi''. Diminuiscono le vittime tra le donne delle zone urbane, più informate. BOLOGNA - L"Italia è il primo paese di arrivo per le ragazze nigeriane vittime di tratta e avviate alla prostituzione, ma la penisola è sempre più un luogo di transito verso il nord Europa. Il fenomeno è al centro del convegno organizzato dall’Unicri (l’Interregional crime and justice research institute delle Nazioni Unite) oggi a Bologna.“Non ci sono dati precisi sulle vittime della tratta dalla Nigeria – spiega Angela Patrignani, responsabile per l’Unicri dell’unità sul traffico di esseri umani – ma si parla di migliaia di ragazze coinvolte, e le minorenni sono sempre di più”. Anche se la fascia d’età più colpita rimane quella delle donne dai 18 ai 25 anni, c’è una tendenza all’abbassamento dell’età, soprattutto verso la fascia dei 16-17 anni. Stanno cambiando anche le rotte della tratta: “l’Italia e la Spagna sono i paesi di arrivo – continua la Patrignani, che coordina i lavori del convegno – ma il passaggio verso il nord Europa, e la Scandinavia in particolare, è sempre più veloce”.
Dal 2002 l’Unicri ha avviato il programma “Prevenzione e contrasto alla tratta di minori e giovani donne dalla Nigeria all’Italia”, che a marzo 2008 è entrato in una seconda fase più operativa. Si spiega anche così l’aumento delle minorenni: “dal 2004 la Nigeria ha una legge che contrasta la tratta – prosegue la Patrignani –, inoltre circolano più informazioni sul tema, anche grazie al nostro programma: nelle zone urbane è più difficile trovare ragazze disposte a partire, per questo oggi le vittime sono più giovani e spesso arrivano dalle zone rurali del paese”. Aree in cui è molto viva l’influenza dei riti magici e religiosi, spesso usati per “legare” le ragazze ai loro sfruttatori: proprio su questo aspetto si concentra il convegno bolognese.
Cosa c’entra la magia con la tratta? “Prima della partenza – spiega Angela Patrignani – le ragazze si sottopongono a un rito: in cambio della loro lealtà avranno protezione e fortuna, ma se tradiranno tutto si ritorcerà contro di loro e contro i loro cari”. Il rito, che nasce in realtà come qualcosa di benefico, si trasforma quindi in un legame difficile da spezzare, anche perché coinvolge i familiari e la comunità di chi vi partecipa. A praticarlo sono i cosiddetti “native doctors”, persone che all’interno delle comunità esercitano una funzione di guida e autorità. “E’ difficile capire se i ‘native doctors’ sono consapevoli delle conseguenze di questi riti – prosegue la Patrignani –, per questo stiamo tentando di coinvolgerli e di sensibilizzarli, insieme agli ‘oba’, i capi tradizionali”. Conseguenze che si realizzano poi in Europa e in Italia, dove il legame instaurato dal rito impedisce alle ragazze di ribellarsi. “Questo rende particolarmente difficile contrastare la criminalità che sta dietro la tratta – prosegue la responsabile dell’Unicri –: se non si conosce la cultura da cui provengono queste ragazze è complicato aiutarle”. Il convegno di Bologna vuole appunto fornire alle forze dell’ordine e alle associazioni che lavorano sul tema gli strumenti per capire.
Informare sul fenomeno della tratta tuttavia non basta. “A partire non sono solo le ragazze più deboli e ingenue – sottolinea la Patrignani – ma anche quelle più disposte a rischiare pur di cambiare la propria vita: a queste persone bisogna offrire un’alternativa”. Il programma dell’Unicri, in questo senso, prevede il coinvolgimento di sei ong nigeriane per incentivare l’educazione e la formazione professionale delle donne. “Utilizziamo il microcredito, le borse di studio e il ricongiungimento familiare”, spiega la responsabile dell’Unicri. La “fase 2” del programma, partito come progetto pilota del ministero italiano degli Affari esterri, può contare anche sul sostegno del governo nigeriano, e in particolare del Naptip (National agency for prohibition of traffic in persons and other related matters).
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