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A Roma studiosi, magistrati e associazioni a confronto in un convegno organizzato da Comune e Cnca
Le nuove schiavitù nell'anno internazionale di lotta indetto dall'Onu. In Italia negli ultimi 2 anni 10mila donne sfruttate sul mercato del sesso. A Roma studiosi, magistrati e associazioni a confronto in un convegno organizzato da Comune e Cnca.
ROMA – “Nessuno sarà tenuto in schiavitù o servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibiti in ogni loro forma”: l’articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che nel 1948 prometteva all’umanità un mondo senza sfruttatori e senza sfruttati, resta ancora disatteso. Oggi, a distanza di 56 anni dall’impegno che allora la comunità internazionale si prese, circa 27 milioni di persone sono ancora ridotte in qualche forma di schiavitù: tra queste, quasi 8,5 milioni sono bambini.
Il 2004 è stato dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite Anno Internazionale per la Commemorazione della lotta contro la schiavitù e per la sua abolizione. Obiettivo della ricorrenza è far luce su un fenomeno di cui pochi sono consapevoli: abituati a pensare alla schiavitù come a un flagello del passato, poiché allora il fenomeno era certamente più visibile e lampante, pochi conoscono le cifre e le forme delle “nuove schiavitù”, che restano per lo più nascoste, organizzate e gestite da trafficanti che ora agiscono contro la legge. E ciò accade non soltanto lontano da noi, nei paesi più poveri e meno “sviluppati”: le “nuove forme di schiavitù” nascono e crescono anche in Europa, in Italia, nelle nostre città, nei nostri quartieri. Le incontriamo, forse senza riconoscerle, nei bambini mendicanti ai semafori, nelle donne costrette a vendere il proprio corpo sul marciapiede, negli immigrati sfruttati ogni giorno in lavori massacranti e poco remunerati. Nel nostro paese, soltanto negli ultimi due anni, si calcola che siano state 10.000 le donne sfruttate nel mercato del sesso a pagamento. Esiste poi la schiavitù per debito, subita da chi, per aver incautamente chiesto un piccolo credito, deve lavorare come uno schiavo tutta la vita,per poter risarcire il debito. Esistono bambini che lavorano tutto il giorno, rinunciando alla scuola, agli amici, agli hobbies. Esistono anche – in molte parti del mondo, vicine e lontane – i minori venduti e scambiati nel mercato del sesso, attraverso la prostituzione o la pornografia. Esistono milioni di esseri umani che, ogni giorno, vengono “trafficati” come merce di scambio, da introdurre per lo più nel mercato del sesso: si calcola che il fatturato mondiale annuo ricavato da questa attività ammonti almeno a 7 miliardi di dollari. Esistono poi i matrimoni precoci e forzati, spesso destinati a ridurre in schiavitù le giovani spose. Ed esistono ancora, infine, le forme più “classiche” di schiavitù: uomini che “servono” altri uomini, derubati della propria libertà e della propria dignità.
Tutto ciò esiste ancora e le cifre sono in crescita, nonostante i progressi economici, tecnologici, politici, culturali e legislativi che l’umanità ha compiuto in tanti anni di storia. E tutto ciò deve essere conosciuto.
Proprio per questo, il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza ha organizzato, il 24 e 25 settembre, il Convegno nazionale “Nuove schiavitù: fenomeni, strumenti, prospettive”: un’occasione per riflettere sulle cifre e le forme di questo fenomeno e sulle possibili strade da percorrere per contrastarlo. Al convegno, inaugurato dal sindaco Veltroni, sono intervenuti autorità politiche ed esperti della materia. Il primo giorno, dopo i saluti delle autorità e la presentazione di Raffaela Milano (Assessore alle politiche sociali del Comune di Roma e di Lucio Babolin (Presidente del CNCA), sono intervenuti il filosofo Roberto Mancini, il Magistrato di Corte di Cassazione Elisabetta Rosi, il sociologo Paolo de Nardis e il presidente dell’Associazione ONG italiane, Sergio Marelli. Nel pomeriggio di venerdì, si sono svolti tre gruppi di lavoro: “Tratta e sfruttamento sessuale”, “Tratta e sfruttamento lavorativo”, “Tratta e sfruttamento dei minori”. Sabato 25, dopo la condivisione di quanto emerso nei gruppi di lavoro, la giornalista Els De Temmerman ha riferito quanto accaduto ad Aboke (Nord Uganda), nella notte del 10 ottobre 1996, quando i ribelli del LRA fecero irruzione nel collegio femminile di St.Mary e rapirono 139 ragazze. E’ seguita la tavola rotonda, a cui hanno preso parte, tra gli altri, Claudio Lenoci (Direttore dell’ufficio OIL di Roma), Vittorio Noxzza (Direttore della Caritas Italiana) e Pier Luigi Vigna (Procuratore Nazionale Antimafia).
Per ulteriori informazioni, contattare il CNCA: 06.44230403; 329.2928070;