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Nocera: ''Occorre un coordinamento tra forze dell'ordine e associazioni''   Stampa  E-mail 

(Tratto da: Redattore Sociale del 16.12.08)
''Ci sono dei reati spia che ci possono mettere sulla strada giusta, ma non è facile dimostrare il reato di tratta". Parla Ester Nocera, sostituto procuratore della Procura di Milano.
MILANO
- “Non è facile dimostrare che si è di fronte a una vittima della tratta. L'emersione di questo reato, tra l'altro, è molto bassa a Milano. Occorre un coordinamento tra le forze dell'ordine e le associazioni”. È la proposta avanzata da Ester Nocera, sostituto procuratore della Procura di Milano, intervenuta oggi al seminario “Trattando insieme. Sfruttamento e tratta degli esseri umani, realtà e prospettive” (vedi lancio precedente).

Ci sono alcuni segnali infatti che possono mettere le forze dell'ordine sulla giusta strada, i cosiddetti “reati spia”, come il possesso di documenti falsi. “Ma come può un poliziotto o un carabiniere capire che la persona che ha davanti è una potenziale vittima?”, si chiede Ester Nocera. Occorrono competenze specifiche ed è necessario dare agli agenti gli strumenti per capire dove ci sono i  segni che identificano persone vittime di tratta. Per distinguere tra chi vuole uscire veramente dal circolo dello sfruttamento e chi “ci marcia”. “Per questo -spiega Ester Nocera- abbiamo chiesto  un incontro tra le forze di polizia e le associazioni che si occupano di questi fenomeni. Il raccordo è fondamentale per sapere dove collocare la vittima e come seguirla al meglio; se non si parte dalla vittima non si va da nessuna parte”.

Il ruolo delle associazioni è fondamentale anche per portare a buon fine le denunce di chi vuole sfuggire allo sfruttatore: “È difficile far partire un'attività investigativa efficace se la denuncia è fatta da fonte anonima -spiega il sostituto procuratore-. Qui ci serve l'aiuto di chi lavora nelle comunità, per convincere queste persone a trovare il coraggio e denunciare gli sfruttatori”.
 


 

 


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