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Pestata e segregata: prostituta denuncia suoi sfruttatori   Stampa  E-mail 
(Tratto da: Teleradioerre del 24.11.08)
Costantin Petrisor, detto Zoro di 30 anni, la sorella Veronica di 29 e la moglie Irina Tomescu, di 25, finiscono dietro le sbarre perchè accusati di sfruttamento della prostituzione, sequestro di persona ed estorsione.
FOGGIA
- E' arrivata in caserma in condizioni cadaveriche, volto tumefatto e lividi lungo la schiena, ma è bastato molto poco, uno slancio di coraggio, la voglia immensa di riabbracciare i suoi cari, per farle tornare il sorriso. E' la fine di una storia che inizia ad agosto, con l'arrivo in Italia, alla stazione Foggia, di una giovane rumena di 20 anni.La stessa che ieri mattina ha denunciato, con voce rotta dal pianto, i suoi tre sfruttatori rumeni. Costantin Petrisor, detto Zoro di 30 anni, la sorella Veronica di 29 e la moglie Irina Tomescu, di 25, finiscono dietro le sbarre perchè accusati di sfruttamento della prostituzione, sequestro di persona ed estorsione. Un racconto drammatico, fatto di miseria e povertà; stenti e fame che l'hanno costretta a raggiungere il nostro Paese proprio per prostituirsi. Ha deciso di farlo, perchè con lo stipendio del marito muratore, di appena 400 euro, non riescono neppure a comprare il latte per le due figliolette. La giovane Elena arriva, dunque, a Foggia ad agosto e attraverso una sua amica e connazionale, conosce Zoro, che le offre un tetto dove dormire, in cambio dei suoi guadagni di due settimane. Il giorno seguente la donna viene lasciata dal suo aguzzino, sul nuovo posto di lavoro, un marciapiede in località Borgo Incoronata. Il tacito accordo salta alla terza settimana e Zoro, a suon di calci e pugni, continua a pretendere dalla stessa tutti i suoi guadagni, circa 400 euro al giorno. Di lei, però, si innamora perdutamente un anziano cliente che, raccolte le sue confidenze, decide di regalarle un biglietto del pullman per la Romania e 2000 euro. Ma comunicate, ai due coniugi rumeni, le intenzioni di tornare a casa, la donna viene aggredita. Per paura che potesse improvvisamente tagliare la corda, gli stessi la segregano in un container, giorno e notte sorvegliato da Veronica, sorella di Zoro. Le portano via anche il telefono cellulare, i soldi e le strappano, sotto i suoi occhi, il biglietto del pullman. Poi la costringono a prostituirsi ancora. L'incubo ha fine ieri mattina quando Elena, ha trovato il coraggio di varcare la soglia della caserma dei carabinieri e denunciare i soprusi subiti.

 

 


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