lunedì 06 febbraio 2012
 
 

Menu Principale
 
 Home Page
 Il Progetto
 Progetti art. 18
 Lotta alla tratta in Italia
 Le iniziative
 Lo spot video
 Ambulatorio
 Storie da raccontare
 News
 Documenti e materiali
 Bibliografia sul tema
 Riviste sul tema
 Prostituzione sommersa
 Links
 Contattaci
 
 Materiali realizzati




"Uomini e caporali" di Alessandro Leogrande

"Roxana e Aquilone in radio e televisione"


Spot antitratta

 

Siti partners e statistiche
 
Provincia di Foggia
Assessorato alla Politiche Sociali

Chi è Online
Abbiamo 7 visitatori online

Dal 30.04.2004, sei il visitatore n°
1581211 visite dal 30.04.2004!1581211 visite dal 30.04.2004!1581211 visite dal 30.04.2004!1581211 visite dal 30.04.2004!1581211 visite dal 30.04.2004!1581211 visite dal 30.04.2004!1581211 visite dal 30.04.2004!

 

Area riservata
 
Username

Password


Hai perso la tua password?

 


Sei in Home Page arrow News arrow Notizie dai Media arrow Ad Arezzo un'area cittadina per controllare e combattere la prostituzione
 
 
Ad Arezzo un'area cittadina per controllare e combattere la prostituzione   Stampa  E-mail 

Un’area cittadina per controllare e combattere la prostituzione. Sulla scia di Venezia, la proposta di un consigliere di An al Comune di Arezzo. Favorevoli Progetto Arcobaleno e la coop. Cat di Firenze.

AREZZO - Un quartiere cittadino pensato per controllare e combattere la prostituzione. E’ quanto ha proposto Pietro Alberti (An), consigliere comunale ad Arezzo, muovendosi sulla scia di quanto ha progettato l’amministrazione comunale di Venezia. Il sindaco e l’assessore alle politiche sociali della città veneta hanno infatti proposto alla giunta la creazione di un’area cittadina ‘a basso impatto’ per la popolazione residente, in cui possa essere garantita l’incolumità delle ragazze. “Anche ad Arezzo, nella zona preposta potrebbero sorgere punti di sicurezza e tutela sanitaria, oltre a spazi informativi e di orientamento, con un adeguato controllo da parte delle forze dell’ordine –  spiega Alberti – La città ne guadagnerebbe dal punto di vista dalla tutela della salute ma anche da quello dell’immagine, togliendo le ragazze dalle strade, affrancandole dal racket della malavita e salvaguardandone in qualche modo la dignità”. Lì infatti sarebbe possibile – continua Alberti – “creare dei box attrezzati per garantire anche la privacy. Invece di proposte demagogiche e poco concrete, credo sia giunta l’ora di affrontare il problema della prostituzione in altra maniera, mettendo in cima alle priorità la difesa della salute dei cittadini, la dignità delle ragazze e la lotta alla criminalità”. Ipotesi come queste “al primo impatto possono richiamare l’idea della segregazione – commentano gli operatori del Progetto Arcobaleno e della Cooperativa Cat, attive da anni sul campo, se pur in territorio fiorentino –. Tuttavia, a nostro parere, questo può essere un modo efficace per consentire alle Unità di strada di mantenere un contatto con le ragazze, soprattutto in relazione alla tutela e alla prevenzione sul piano sanitario, evitando così che si verifichi lo spostamento negli appartamenti, cosa che rende naturalmente difficile proseguire il nostro lavoro. Non diciamo che questa ipotesi è la soluzione, rappresenta un tentativo di mediazione, che può anche aiutare a ridurre il conflitto sociale tra queste realtà e le persone che vivono sul territorio. Si tratta in sostanza di procedere per ‘fasi esplorative’, e di verificare poi come evolvono le situazioni. La cosa certa è che se non si prova non si potranno mai avere risultati”. (sm) 

Tratto da: REDATTORE SOCIALE


 

 


top
Provincia di Foggia - "Progetto Roxana" © 2004 - 2008 - P. Iva: 00374200715. Powered by Impagnatiello.