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I clienti? ''Non hanno problemi, ma li creano alla società''   Stampa  E-mail 
(Tratto da: Redattore Sociale del 23.04.08)
Indagine delle Caritas delle diocesi di Concordia-Pordenone, Udine e Vittorio Veneto. Aida Moro: ''Chi chiede sesso a pagamento sostiene uno sfruttamento inconcepibile dal punto di vista umano''.
PORDENONE
- L'altra faccia della prostituzione è quella meno analizzata, meno conosciuta: è la faccia di chi, richiedendo sesso a pagamento, alimenta il mercato e favorisce l"aumento della tratta. Mentre tutto, o molto, si sa sulle donne che si prostituiscono – chi sono, da dove arrivano, che età hanno – la realtà dei clienti finora è stata sicuramente meno scandagliata. Per far luce su questo aspetto del fenomeno, non meno importante, le Caritas delle diocesi di Concordia-Pordenone, Udine e Vittorio Veneto hanno realizzato un primo report di ricerca che è stato presentato questa mattina a Pordenone.

"Nella nostra analisi siamo partiti da una domanda – spiega Aida Moro della Caritas di Pordenone - e cioè: il cliente è una persona che ha problemi? Per trovare una risposta non ci siamo rivolti direttamente a questi uomini, ma a una cinquantina di prostitute, agli operatori sociosanitari e ai sacerdoti, tutte persone che sono più o meno frequentemente a contatto con i clienti. La risposta che ci siamo dati è stata negativa: il cliente non ha problemi, è una persona normale che però, con il suo comportamento, crea due grossi problemi alla società. Ed è proprio su questo duplice aspetto che si è focalizzata la nostra attenzione”.

Il primo problema causato da chi chiede sesso a pagamento è relativo al fatto che “non si rende conto che la sua domanda favorisce e incrementa un’offerta che ha stretti legami con la criminalità organizzata. Sostiene uno sfruttamento inconcepibile dal punto di vista umano” commenta ancora Aida Moro. Un esempio sono le maman, cui vengono affidate le giovani nigeriane e che guadagnano moltissimo, perché le prostitute devono lavorare per loro gratis per 4 o 5 anni per ripagare il debito del costo del viaggio. Altro esempio sono le rumene, che hanno oggi un cambio più veloce, vista la facilità del loro ingresso in Italia dal gennaio 2007 e per questo è aumentato il loro numero.

La seconda responsabilità è legata alla diffusa abitudine di chiedere rapporti non protetti: se la maggior parte delle donne rifiuta, alcune acconsentono per una somma maggiore di denaro. Oltre ad aumentare il rischio delle malattie sessualmente trasmissibili, è alta anche la possibilità di una gravidanza. “I minori stranieri diventano automaticamente italiani se vengono abbandonati – continua Moro – e chi si fa carico di questi bambini? Chi li mantiene? Non certo i clienti, ma tutti noi che con le tasse paghiamo per il desiderio di qualcuno di ricevere sesso a pagamento”. La Caritas sempre di più sta puntando l’attenzione sulla problematica dei figli di prostitute, segno che il fenomeno c’è ed è diffuso. (Vedi lancio successivo)
 


 

 


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