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Il Consiglio d'Europa propone una convenzione per le vittime della tratta   Stampa  E-mail 
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Il Consiglio d'Europa, appoggiato dalle Chiese europee, propone una convenzione per le vittime della tratta, che prevede un permesso di soggiorno provvisorio. Obiettivo: prevenire e proteggere le vittime.

ROMA - Il Consiglio d'Europa, appoggiato dalle Chiese europee, propone una convenzione per le vittime della tratta, che prevede un permesso di soggiorno provvisorio. Lo scorso 21 luglio tre organizzazioni cristiane europee - riferisce l'agenzia Nev-Notizie evangeliche - hanno salutato favorevolmente quello che si prevede sarà lo strumento paneuropeo della lotta al traffico degli esseri umani. Un comitato ad hoc istituito dal Consiglio d'Europa ha elaborato una bozza di Convenzione europea tesa a trovare un giusto equilibrio tra due principali sfide: migliorare la protezione delle vittime e stabilire un efficace meccanismo di controllo.

"Vogliamo disporre di uno strumento più decisivo, rispetto a semplici raccomandazioni politiche che, per la loro natura giuridica, non hanno giustamente la stessa efficacia di un trattato internazionale – ha dichiarato alla stampa la vice segretario generale del Consiglio d'Europa, Maud de Boer Buquicchio -. Lo scopo di questa Convenzione è agire sui differenti aspetti della tratta: con la prevenzione, ma anche proteggendo le vittime, con l'instaurazione di procedimenti penali contro i trafficanti e lo sviluppo della cooperazione internazionale". In particolare la nuova bozza di Convenzione prevede il rilascio temporaneo del permesso di soggiorno per le vittime della tratta. In un comunicato congiunto la Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), la Commissione Chiesa e Società della Conferenza delle Chiese europee (Kek) e la Caritas Europa, tutte e tre con sede a Bruxelles, hanno espresso il loro apprezzamento per la prima stesura di quella che diventerà la nuova Convenzione europea per la lotta alla tratta di esseri umani: essa sarà prevedibilmente pronta per il prossimo vertice dei capi di stato e di governo del Consiglio d'Europa previsto per il primo semestre 2005. Le 3 organizzazioni - che da anni sono attivamente coinvolte in programmi di lotta contro la tratta delle donne in più di 20 paesi europei – hanno sottolineato l'importanza della cooperazione tra attori governativi, come le istituzioni pubbliche, e attori non governativi, come gli organismi ecumenici.

Tratto da: REDATTORE SOCIALE.

 

Tratta esseri umani, Vice Segretario Generale: ''Vittime di violazione dei loro diritti fondamentali''

23.07.2004 - Parlando dell'approccio centrato sulla vittima, alla base della bozza di Convenzione sull'azione contro la tratta di esseri umani del Consiglio, Maud de Boer Buquicchio, tra i principali relatori di una conferenza dell'OSCE a Vienna, ha dichiarato oggi: "La tratta di esseri umani è un affronto alla dignità umana e di conseguenza è una violazione dei diritti umani fondamentali".

Ufficialmente, ha proseguito, la tratta di esseri umani è denunciata come un crimine, ma ciò non basta. Per garantire una protezione effettiva, ha affermato, "dobbiamo prima di tutto assicurare che le persone vittime della tratta siano riconosciute e trattate come Vittime". A questo proposito, l'attuale bozza di convenzione, la cui apertura alla firma è prevista per il Terzo Vertice del Consiglio d'Europa, nel maggio 2005, comprende un capitolo dedicato alle misure per proteggere e promuovere i diritti delle vittime, incluse le questioni di parità uomo-donna.  

Segue presentazione e discorso del vice segretario generale del Consiglio d'Europa (testo in inglese)....




 

 


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