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(Tratto da: Redattore Sociale del 05.02.08) Dalla nuova legge sull’immigrazione a quella sulla non autosufficienza, dalla riforma del testo sulle droghe alla legge sulla prostituzione: ecco i principali provvedimenti su temi sociali il cui cammino si interrompe. ROMA - Nuova legge sull'immigrazione, testo sulle droghe, delega sulla non autosufficienza. Nonostante il lavorio di convegni, studi, dibattiti in commissione e in Aula, emendamenti, estenuanti mediazioni, questi provvedimenti sono giunti, almeno per questa legislatura, al capolinea. Dopo la rinuncia del presidente del Senato Franco Marini a formare un nuovo governo, è ormai certo il ricorso al voto. Si aspetta adesso solo l"atto di scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Saranno quindi il prossimo esecutivo e il nuovo Parlamento a valutare, ripartendo comunque da zero con l'iter, se e quali disegni di legge o parti di essi riprendere.
Hanno quindi subito uno stop forzato, tra gli altri: - la delega per la modifica della disciplina dell' immigrazione e delle norme sulla condizione dello straniero; - il disegno di legge sulla non autosufficienza, che fissa i Livelli essenziali di assistenza per le persone non autosufficienti e contiene anche l"istituzione del Fondo per la lotta alle povertà estreme e del Fondo di solidarietà sui mutui per l’acquisto della prima casa e misure per il riordino dei congedi parentali; - le norme per la promozione del welfare familiare e generazionale; - il nuovo testo sulle droghe; - la nuova legge sulla prostituzione; - le nuove norme sulla cittadinanza; - le otto disposizioni relative al consenso informato e al testamento biologico;- le norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato; - le disposizioni penali contro il grave sfruttamento dell'attività lavorativa e interventi per contrastare lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale (anche attraverso l’estensione dell’art.18 sulla protezione sociale di chi denuncia i propri sfruttatori, previsto dalla legge sull’immigrazione e oggi applicata per le vittime della tratta); - le norme in materia di sensibilizzazione e repressione della discriminazione razziale, per l'orientamento sessuale e l' identità di genere; - le norme a tutela dei minori nella visione di film e di videogiochi; - il disegno di legge su diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, prima meglio conosciuto come Pacs, dopo chiamato Dico e infine Cus; - il provvedimento di ammodernamento del Sistema sanitario nazionale; - le misure di sensibilizzazione e prevenzione, nonché repressione dei delitti contro la persona e nell' ambito della famiglia; - le disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale; - le disposizioni concernenti i delitti contro l'ambiente.
Alcuni dei disegni di legge di iniziativa governativa non sono neppure arrivati sul tavolo del Consiglio dei ministri: è il caso del nuovo testo sulle droghe, che avrebbe dovuto superare la legge Fini-Giovanardi del 2006 - arenatosi per diversità di vedute all’interno dell’esecutivo - e del disegno di legge di modifica della legge Merlin del 1958 sulla prostituzione, il cui esame a Palazzo Chigi è stato più volte rinviato per lo stesso motivo. Non si sa neppure, a questo punto, a cosa verranno destinate le risorse del nuovo extragettito fiscale, il cosiddetto "tesoretto”. Nel vertice di maggioranza del 10 gennaio l’esecutivo si era impegnato a convogliare "il tesoretto” verso interventi utili a restituire potere d’acquisto ai salari. Da questa situazione dovrebbe trarsi in salvo il cosiddetto decreto “milleproroghe”. Nonostante lo scioglimento anticipato delle Camere resta ferma la possibilità che Montecitorio e Palazzo Madama si riuniscano per adempimenti costituzionali dovuti, come la conversione di decreti in scadenza. Nel “Milleproproghe” è contenuta la possibilità per gli inabili che prestano attività nelle cooperative sociali di conservare la pensione di reversibilità dei genitori.
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