(Tratto da: Redattore Sociale del 13.11.07) Al termine del primo convegno di Roma dedicato al tema, le suore di 26 Paesi stilano un documento ufficiale rivolto a istituzioni, clienti e vittime. Previsti corsi di formazione per insegnare alle religiose ad accogliere le ragazze sfuggite. VERONA - Un’unica voce che giunge da 26 paesi, un unico coro contro la tratta degli esseri umani. Proviene dalle religiose di tutto il mondo che, dopo un convegno a Roma, hanno deciso di dar battaglia alle multinazionali del crimine e al traffico di persone. Lo hanno fatto firmando un documento ufficiale, nel quale rivolgono un appello a tutti: governi, autorità religiose, vittime, clienti, semplici cittadini o, come li chiamano loro, “agli uomini di buona volontà”.E in calce al documento c’è anche una firma proveniente dal Veneto: quella di suor Valeria Gandini, responsabile del Centro di ascolto della Caritas diocesana veronese per i problemi legati alla prostituzione e membro dell’equipe della campagna “Stop alla Tratta – libera la vita”.
Sono soprattutto le donne, spesso minorenni, le vittime di questo mercato: vengono portate in Europa e avviate alla prostituzione. La tratta è una moderna forma di schiavitù che colpisce quanti, vivendo in situazioni di povertà, sono facili prede dei trafficanti di esseri umani per lo sfruttamento sessuale. “La prima conferenza internazionale che si è svolta a Roma è stato un evento molto importante – spiega suor Valeria – che ha permesso a noi religiose delegate di fare il punto della situazione sul traffico di esseri umani e scambiarci esperienze e idee per il contrasto alla tratta”.
In questa sede è stato dunque deciso di creare una rete che avrà il compito di avviare una serie di corsi di formazione per le religiose affinché siano preparate ad accogliere e recuperare le ragazze sfuggite o sottratte ai trafficanti, ricreando, dove possibile, anche un nuovo legame con la famiglia. “In chiusura della conferenza abbiamo spedito un messaggio alle istituzioni dei paesi presenti, ma anche agli sfruttatori, ai clienti, alle vittime: un documento forte che speriamo possa sortire qualche effetto. Speriamo che il futuro possa avvicinare a questa nostra rete e ai corsi di formazione anche i sacerdoti affinché intervengano sulla parte maschile del problema prostituzione, che registra sempre più un incremento di ragazzi sulla strada”.
Le statistiche indicano che nel mondo ci sono 800 congregazioni con oltre un milione di religiose cattoliche: se questa rete dovesse funzionare, si tratterebbe di un vero e proprio dispiegamento di forze. E, forti di questa consapevolezza, le religiose ora si dicono determinate a “usare le nostre risorse personali e il nostro impegno storico per chi (uomini, donne e bambini) trovandosi in situazioni di estrema miseria cade nella rete della criminalità”.
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