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(Tratto da: Trattano del 21.11.06) Il Parlamento europeo ha sottolineato come, secondo la relazione 2005 dell'Ufficio del Dipartimento di Stato USA sul traffico di persone, da 600.000 a 800.000 uomini, donne e bambini sono ogni anno oggetto del traffico. STRASBURGO - Adottando la relazione di Edit BAUER (PPE/DE, SK), il Parlamento europeo sottolinea che il traffico di esseri umani «rappresenta una forma di schiavitù, un crimine grave e una grave violazione dei diritti umani e riduce le persone in uno stato di dipendenza mediante minacce, violenze e umiliazioni». Circa l'80% di questi sono donne e ragazze e fino al 50% minori. La maggior parte delle vittime transnazionali sono soggette a questo traffico allo scopo di sfruttamento sessuale commerciale, il 98% delle quali è costituito da donne e ragazze. Altre stime dell'ONU e dell'OIL sono ancora più elevate, mentre il Consiglio d'Europa ritiene che il traffico di esseri umani sia la terza fonte di denaro prodotto dalla criminalità organizzata, dopo le armi e la droga. I deputati, d'altra parte, non si limitano a esaminare il tema della tratta internazionale. In effetti, adottando un emendamento proposto dal PPE/DE, chiedono alla Commissione e agli Stati membri di affrontare anche la questione della tratta degli esseri umani all'interno dell'Unione e all'interno dei singoli Stati, nonché di sostenere la ricerca per incrementare la comprensione di questo fenomeno e avviare lo sviluppo e l'attuazione di efficaci misure strategiche. Il Parlamento, peraltro, chiede agli Stati membri di ridurre al minimo il rischio di traffico di organi in Europa, sia limitando la domanda sia promuovendo più efficacemente la donazione di organi, mantenendo rigorosa la legislazione sui donatori vivi che non sono parenti, garantendo la trasparenza dei registri nazionali e delle liste d'attesa, fissando la responsabilità giuridica per le irregolarità. Quadro giuridico e rispetto del diritto Il Parlamento nota anzitutto che la tratta degli esseri umani «va contrastata con un'impostazione politica coerente» che comprenda le politiche in materia di immigrazione, di genere, dell'occupazione, sociale, dello sviluppo, estera, di vicinato e dei visti. Il Consiglio e gli Stati membri dovrebbero inoltre rafforzare l'approccio basato sui diritti umani e la parità di genere e incentrato sulle vittime, attuando il Piano d'azione per impedire la tratta degli esseri umani. Gli Stati membri dovrebbero offrire alle vittime della tratta la possibilità di ricevere assistenza per rientrare nel paese d’origine, se così desiderano, o per rimanere nell’Unione.
Quanto meno occorre garantire loro lo status di residente di breve durata e l'accesso all'informazione sulle procedure legali e amministrative in una lingua che comprendono, unitamente a un'assistenza legale gratuita. Le vittime dovrebbero anche ricevere sostegno e incoraggiamento a collaborare con le autorità competenti durante le indagini e in qualità di testimoni nei procedimenti penali. Va quindi presa in esame la possibilità di introdurre meccanismi che incoraggino, sostengano e proteggano gli informatori che possono essere oggetto di rappresaglie. I governi sono poi invitati a adottare misure per garantire che il sequestro e il trasporto di persone, compresi la fornitura di alloggio e sostentamento, e l'assunzione del controllo su di esse, vengano definiti per legge come crimini e considerati reati punibili con la detenzione. Le sanzioni di carattere penale o amministrativo imposte alla persona giuridica giudicata responsabile del reato dovrebbero anche includere il sequestro e la confisca dei proventi derivanti dalla tratta, al fine di indennizzare e risarcire, in via prioritaria, le vittime per i danni economici, fisici e psicologici sofferti.
I deputati ritengono inoltre che, qualora si dovesse constatare che una società fa uso di manodopera a basso prezzo sfruttando la tratta degli esseri umani, dovrebbero essere applicate «sanzioni severissime» nei suoi confronti, in particolare se ha agito in modo fraudolento». Agli Stati membri è poi chiesto di sostenere i servizi di incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso il monitoraggio delle agenzie di collocamento private, «che spesso sono dissimulate come agenzie matrimoniali o turistiche e possono portare a pratiche abusive di reclutamento e, di conseguenza, alla tratta». Gli Stati membri dovrebbero anche rafforzare i meccanismi di ispezione e applicazione relativi al diritto del lavoro e controllare meglio le attività delle agenzie di collocamento e delle agenzie di reclutamento di lavoratori stagionali. Il Consiglio, da parte sua dovrebbe prendere in esame la possibilità di una rete di collegamento delle ispezioni del lavoro nazionali. Prevenzione e riduzione della domanda Il Parlamento chiede alla Commissione di avviare entro il 2007 uno studio sia sulla correlazione causale tra le varie legislazioni degli Stati membri sulla prostituzione e la tratta ai fini dello sfruttamento sessuale sia su quella esistente tra le varie legislazioni degli Stati membri, la politica di immigrazione e la tratta degli esseri umani. Tale studio, che dovrà essere basato su dati comparibili, dovrebbe includere anche una valutazione del possibile spostamento del turismo sessuale verso altri paesi in conseguenza di modelli proibizionistici e di come le varie leggi sulla prostituzione influenzano sia la tratta a fini di sfruttamento sessuale sia il numero di bambini impiegati nell'industria del sesso. I risultati andrebbero quindi utilizzati per attuare le migliori prassi nel combattere la tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale.
E’ poi sottolineata l'importanza che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri promuovano strategie di prevenzione specifiche in relazione al genere come elemento fondamentale nella lotta contro la tratta delle donne e delle ragazze, attuino i principi di parità di genere ed eliminino la domanda di tutte le forme di sfruttamento, compreso lo sfruttamento sessuale e lo sfruttamento del lavoro domestico. Con 299 voti favorevoli, 178 contrari e 19 astensioni, l'Aula ha accolto un emendamento proposto dal PPE/DE volto a sopprimere un paragrafo in cui i deputati chiedevano ai governi di riconoscere che la legalizzazione della prostituzione «facilita l'acquisto di sesso, anche da vittime della tratta».
Gli Stati membri dovrebbero quindi attuare misure per ridurre la domanda e per affrontare altre cause, quali l'emarginazione e la mancanza di pari opportunità occupazionali e di un lavoro dignitoso, incoraggiando il settore commerciale, in particolare il settore turistico e i servizi Internet, affinché sviluppino e aderiscano a codici di condotta al fine di impedire la tratta degli esseri umani. Ma andrebbero anche prese misure al fine di migliorare i meccanismi giuridici per una migrazione sicura, garantire l'accesso alle informazioni sulle opportunità di una migrazione sicura e assicurare la trasparenza delle procedure «come modo migliore per ridurre la tratta degli esseri umani». Protezione delle vittime Per i deputati sono necessarie misure per garantire la protezione non soltanto delle vittime di sfruttamento sessuale ma anche delle vittime di sfruttamento sul lavoro e di altri tipi di traffico.
La Commissione e gli Stati membri dovrebbero creare una hotline plurilingue con un unico numero europeo allo scopo di fornire una prima assistenza alle vittime. Andrebbe anche incoraggiata la creazione di un sito web europeo contenente dati e immagini delle persone scomparse. Gli Stati membri dovrebbero garantire l'accesso a un'assistenza a breve e/o a lungo termine alle vittime. Questo sostegno dovrebbe comprendere, tra l'altro, centri specializzati di prima accoglienza, con la possibilità di avere accesso ad alloggi in una fase successiva, servizi medici e consulenza medica, assistenza giuridica, informazione sui loro diritti e sulle implicazioni per le vittime come testimoni, corsi di lingua e di formazione professionale, corsi di induzione culturale, assistenza finanziaria e assistenza per trovare un lavoro, compresi tutori legali speciali per i bambini.
Un'attenzione particolare ai bambini Adottando una serie di emendamenti avanzati dal PPE/DE, il Parlamento chiede particolari tutele per i bambini vittime della tratta e misure di prevenzione per impedirla. Più in particolare, chiede alla Commissione e agli Stati membri di esaminare l'opportunità di introdurre nelle loro politiche interne, di vicinato e di sviluppo, misure che affrontino alla radice le causa della tratta e rafforzino i sistemi nazionali di tutela dell'infanzia. E' anche necessario incoraggiare la registrazione dei bambini per ridurre la loro vulnerabilità in relazione alle adozioni illegali. Gli Stati membri, inoltre, dovrebbero garantire che i bambini, vittime o testimoni della tratta, beneficino delle garanzie dei loro diritti umani, ottengano protezione speciale, aiuto e sostegno al fine di prevenire ulteriori sofferenze. I bambini dovrebbero essere tutelati anche dall'azione penale o da sanzioni per reati commessi in relazione al loro status di vittime della tratta e, in linea generale, non dovrebbero essere privati della loro libertà. Ma non solo, la Commissione dovrebbe affrontare il problema del traffico di bambini nel settore dello sport, ponendo particolare attenzione ai casi in cui taluni club potrebbero offrire dei contratti a ragazzi molto giovani al fine di aggirare le norme. Agli Stati membri, invece, è chiesto di sostenere l'introduzione di corsi di capacità personale in tutte le classi come metodo per prevenire la tratta. Coordinamento delle azioni Il Parlamento chiede l'avvio, la promozione e la valutazione di ricerche sulle nuove tendenze della tratta, sui rapporti fra tratta e domanda di manodopera a buon mercato, tratta e migrazione nonché di ricerche volte a valutare l'efficacia degli attuali programmi antitratta, compreso il loro impatto sulla promozione e la realizzazione dei diritti dei bambini e specialmente in vista del piano d'azione UE contro la tratta degli esseri umani.
Gli Stati membri dovrebbero creare e potenziare strutture di coordinamento nazionali contro il traffico e perseguire l'integrazione di queste strutture in una rete internazionale. Dovrebbero anche potenziare la cooperazione con l'UE coinvolgendo regolarmente organismi UE quali Europol, Eurojust e Frontex. Occorre poi istituire una Rete europea contro la tratta, costituita da punti di contatto designati da ciascuno Stato membro e dalla Commissione, che comprenda agenzie governative e non governative e copra i settori della prevenzione, dell'assistenza alle vittime, dell'applicazione della legge e della cooperazione di polizia e giudiziaria. Per i deputati, inoltre, il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero coordinare le loro strategie contro la tratta per integrare l'azione delle Nazioni Unite, del Consiglio d'Europa, dell'OSCE, dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, del Processo di revisione di Pechino, del Patto di stabilità per l'Europa meridionale e del G8. A loro parere, poi, rivestono enorme importanza il coordinamento e la cooperazione fra i paesi di origine, di transito e di destinazione della tratta. Il Consiglio e gli Stati membri dovrebbero infine incoraggiare la cooperazione con le ONG che operano nei rispettivi paesi d'origine, che dovrebbero raccogliere dati, attuare iniziative, formare operatori sociali e lavorare con i mass media per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla tratta degli esseri umani. |