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L'impegno europeo: 19 Comuni siglano la ''Dichiarazione sulla lotta alla tratta degli esseri umani'' e si impegnano a combattere il fenomeno.
STRASBURGO - L’Europa sigla la Dichiarazione sulla lotta alla tratta degli esseri umani. Stamani in presenza di Terry Davis, segretario generale del Consiglio d’Europa, e di Halvdan Skard, presidente del Congresso, i rappresentanti locali dei 19 comuni hanno firmato nella seconda giornata della sessione del Congresso, la Dichiarazione sulla lotta alla tratta degli esseri umani. Con questo gesto, hanno riconosciuto la serietà del problema, che coinvolge in particolare le realtà locali e regionali, e si sono impegnati ad adottare a livello locale le misure necessarie a combattere la tratta di esseri umani. "La tratta di esseri umani è da considerare alla stessa stregua della schiavitù” - ha sottolineato il Segretario Generale in occasione della cerimonia della firma della Dichiarazione - La 'tratta di schiavi’ di cui siamo testimoni oggi ha luogo nelle strade delle nostre città. Le autorità locali sono le prime a doversi confrontare e a dover affrontare la tratta e i problemi ad essa correlati. Siete voi a trovarvi in prima linea nella lotta alla tratta e nell’aiuto alle vittime”, ha aggiunto. La Dichiarazione coinvolge le autorità locali e riconosce il loro ruolo nel contrastare il fenomeno. "L’essere umano è nato per essere libero. Ancor oggi, tuttavia, in Europa milioni di persone non sono libere, sono bensì vittime di tratta, vengono sfruttate, vendute, ridotte in schiavitù”, ha sottolineato il Presidente del Congresso, definendo la tratta una piaga della nostra società e un flagello per le collettività territoriali. “Per combattere la tratta, sono necessari non soltanto strumenti internazionali e misure politiche nazionali, ma anche un approccio combinato a livello locale e regionale. Il dramma della tratta si localizza piuttosto a livello locale e regionale”, ha aggiunto, invitando le autorità locali a firmare numerose la Dichiarazione. La Dichiarazione potrà essere firmata on line sul sito Internet del Congresso www.coe.int/congress.
Tratto da: Redattore Sociale del 31.05.06
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