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Secondo un rapporto delle Nazioni Unite tutti i paesi del mondo sono coinvolti, in qualche maniera, nel traffico di esseri umani. Tra gli obiettivi proposti dal direttore esecutivo dell'Ufficio Onu per la droga e il crimine, Antonio Maria Costa, per affrontare il problema emergono la riduzione della richiesta di prodotti low-cost, di materie prime e prodotti agricoli sottopagati e delle prestazioni di schiavi del sesso e punizioni esemplari per i trafficanti.
VIENNA - Non esiste praticamente nessun paese al mondo che non sia coinvolto in qualche maniera nel traffico di esseri umani. E' quanto emerge da un rapporto delle Nazioni Unite, presentato a Vienna dal direttore esecutivo dell'Ufficio Onu per la droga e il crimine, l'italiano Antonio Maria Costa. Secondo il rapporto, i cittadini di 127 paesi al mondo rischiano di diventare vittime di questi trafficanti. Altri 98 sono stati classificati come paesi di transito della tratta umana, mentre 137, tra cui i molti stati dell'Europa occidentale e degli Usa, sono destinazioni per lo sfruttamento delle vittime. Molte delle vittime, in maggioranza donne e bambini, provengono da Africa, Europa centro-orientale, stati dell'ex Unione sovietica, Asia, America Latina e Caraibi. Una delle maggiori difficoltà per lo studio del problema riguarda la mancanza di dati sulla sua entità.
"E' estremamente difficile accertare il numero di persone colpite dalla tratta umana al mondo, ma sono sicuramente milioni", ha detto Costa, spiegando che soprattutto paesi di destinazione del traffico non ammettono spesso l'esistenza del problema sul proprio territorio. Per affrontare il problema, Costa ha indicato tre fattori cruciali: ridurre la richiesta di prodotti low-cost, di materie prime e prodotti agricoli sottopagati e delle prestazioni di schiavi del sesso; perseguire penalmente i trafficanti e rafforzare la protezione delle vittime.
"Proteggere le vittime sembra scontato, ma in realtà esse vengono troppo spesso considerate come dei criminali che devono temere le leggi severe sull'immigrazione o sulla prostituzione nei singoli paesi": mostrare un atteggiamento sensibile e umano nei confronti delle vittime, ha sottolineato ancora Costa - "non è però solo un imperativo morale, ma aumenta anche la probabilità che le vittime riescano a superare le loro comprensibili paure e testimonino contro i loro aguzzini".
Alla conferenza stampa oggi era presente anche l'attrice brittannica Julia Ormond, famosa per film come 'Legends of the fall' con Brad Pitt, 'Sabrina' con Harrison Ford e 'First Knight' con Sean Connory. Nella sua funzione di ambasciatrice dell'Onu per il traffico di esseri umani, la Ormond ha appena visitato il Ghana, dove ha incontrato bambini costretti a lavorare come pescatori.
Tratto da: Ansa del 24.04.06 |