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Mondiali di calcio, continua la diatriba tra Fifa e Ue sulla prostituzione di massa.
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In vista del possibile arrivo di migliaia di donne dell’est Europa per i mondiali di calcio, la Ue ha chiesto alla Fifa di condannare ufficialmente la tratta sessuale degli esseri umani.
GERMANIA - La diatriba tra Fifa e Unione europea sulla prostituzione di massa ai prossimi mondiali di calcio non sembra trovare soluzione. Accusato di considerare il problema delle 60mila lucciole in arrivo in Germania a giugno un «danno collaterale accettabile», il governo mondiale del calcio ha respinto le accuse di indifferenza mosse dal Consiglio d'Europa. «La Fifa presta la massima attenzione alla vita umana e all'integrità fisica - ha risposto ieri il presidente Blatter - la questione della prostituzione tuttavia esula dai compiti di una federazione sportiva internazionale, essendo materia di competenza delle autorità di un paese». In Germania la prostituzione è legale e in vista dei mondiali stanno sorgendo bordelli per tifosi in tutte le città tedesche. Di fronte al probabile arrivo di migliaia di donne dall'est Europa, la Ue ha chiesto alla Fifa di condannare ufficialmente la tratta sessuale degli esseri umani.
Il problema è che oltre all'imbarazzo della burocrazia del pallone, le parlamentari europee che hanno sottoscritto la risoluzione per la protezione delle vittime e la condanna dei trafficanti si sono dovute scontrare anche con gli stati membri del Consiglio d'Europa. Fino ad ora infatti nessuno di loro ha firmato la Convenzione contro la tratta del sesso.
Tratto da: Il Manifesto del 14.04.06 |