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Due ventenni rumene liberate dalla polizia dopo essere state "vendute" per 20 milioni da DOMENICO CASTELLANETA. Il dramma di Manuela e Codruza messe all'asta come schiave. Nude in passerella, destinate a diventare squillo per ricchi uomini d'affari.
MATERA - Erano esposte nude per essere vendute all'asta. Come le schiave. Vendute al miglior offerente che poteva valutare la "merce" e stabilire il prezzo. Manuela e Codruza, rumene, la prima 22 anni compiuti un mese fa, la seconda neanche 20, sono state liberate dai carabinieri dopo cinque mesi di schiavitù del sesso, prostituzione in bordelli di lusso in Serbia, Montenegro e Albania e poi in Italia.
Due albanesi, gli aguzzini, sono stati arrestati: Pajtim Bakjiasi, 23 anni e Elton Baiasi, di 21, sono stati fernati dai carabinieri della compagnia di Tricarico, in provincia di Matera, mentre a bordo di una "Fiat Uno" stavano trasferendo le ragazze a Napoli. Qui, dove c'è una centrale della prostituzione albanese in Italia, sarebbe stata decisa la loro destinazione: le strade di una grande città del Nord, probabilmente Milano.
I carabinieri si sono insospettiti quando, controllando l'auto, hanno visto le ragazze intimorite, spaventate, quasi sottomesse. E poi non avevano nessun bagaglio, non avevano nè documenti, nè permesso di soggiorno. E i due uomini che le accompagnavano, durante il controllo al terminale, sono risultati "ad alto rischio" con numerosi precedenti per sequestro di persona, violenza carnale, induzione alla schiavitù, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina finalizzata alla prostituzione.
Sono scattate le manette. E i verbali dei carabinieri hanno iniziato a riempirsi di una storia la cui realtà supera ogni fantasia. Manuela e Codruza cinque mesi fa furono rapite in Romania, di sera, nei loro paesini natali. Furono subito vendute a un'organizzazione criminale serba: 6 milioni a testa. Poi la banda le rivendette a un clan montenegrino per una decina di milioni. Infine, l'ultima banda, albanese, che pagò 20 milioni ma solo dopo aver tastato con mano la "mercanzia": come nei film sugli schiavi, le due ragazze furono esibite nude su una pedana. E fu fatta una vera asta, con tanto di offerte.
Le due rumene erano ricercate. Belle, bellissime oltre ad essere inserite nei circuiti della prostituzione d'alto bordo, e cioè quella delle ragazze riservate a facoltosi manager occidentali in missione nei Balcani, sono state spesso violentate da poliziotti corrotti e dagli stessi uomini dei clan. Una vita come un incubo.
Poi il trasferimento in Italia, con la minaccia d'essere torturate e uccise. Il solito gommone ha attraversato l'Adriatico. E due giorni fa le ragazze, con i nuovi emissari del clan albanese, sono sbarcate in Puglia. Qui, probabilmente, la banda ha goduto dell'appoggio logistico di una gang salentina che ha fornito al gruppo l'auto per il trasferimento a Napoli. Ma la vettura è incappata in un posto di blocco in Basilicata dove è stata rafforzata la vigilanza delle forze dell'ordine proprio perchè terra di transito per i corrieri della droga. Ma non solo. Nella zona di Tricarico, il "cuore" stradale della regione, i carabinieri in un anno e mezzo hanno liberato 15 donne, 6 bambini e 40 adolescenti. Cinquanta gli arrestati. Con una particolarità: tutti sono albanesi.
4 aprile 2000
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