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Vittime due lucciole: la polizia blocca i quattro della gang
L'hanno fatto più di una volta, sempre alle giovani prostitute che battono i marciapiedi del lungolago: le caricavano in macchina, le portavano in aperta campagna, le picchiavano e le stupravano in gruppo. E alla fine, prima di lasciarle andare, le rapinavano. E' un branco agguerrito e spietato quello che la squadra mobile ha fermato. Quattro finora gli arresti. Ma ce ne saranno altri.
Sono rumeni, come le loro vittime. Tutti tra i venti e i trent'anni, un lavoro e un regolare permesso di soggiorno. Ma col vezzo della violenza e del disprezzo per le donne. Due sono stati arrestati il giorno successivo all'ultimo episodio di stupro. Altri due sono stati bloccati dagli agenti della squadra mobile nelle ventiquattro ore seguenti. Le accuse sono pesanti: sequestro di persona, violenza sessuale, rapina e associazione per delinquere. E adesso la polizia è a caccia di almeno altri due complici. Gli episodi di violenza sono accaduti tra il 10 e il 12 maggio. Il più raccapricciante è quello in cui la vittima, una lucciola di vent'anni, è stata picchiata e ripetutamente stuprata da sei persone differenti. L'hanno fatta salire in macchina sul lungolago di viale Mincio, dove la ragazza era in attesa di clienti. L'hanno convinta col mezzo più semplice, parlando in rumeno, la loro lingua comune. Una trappola. Che non erano clienti la giovane se n'è accorta poco dopo, quando la macchina s'è allontanata dalla città e ha imboccato un viottolo in aperta campagna. «Voglio scendere, lasciatemi andare...». E' stata tacitata a pugni e schiaffi. E subito dopo aggreddita in modo selvaggio, tra urla di incitamento, abusi di ogni genere e ancora botte. Dopo oltre un'ora di sevizie la ragazza è stata riaccompagnata sul marciapiede e scaricata come un sacchetto dell'immondizie. Due giorni dopo un'altra ragazza, dopo aver subito la violenza di gruppo è stata abbandonata sul posto, senza più soldi e telefonino, e ha dovuto chiedere aiuto a un automobilista di passaggio.
Un regolamento di conti nell'ambito del racket della prostituzione? Un'azione compiuta da un gruppo di balordi? Le indagini sono in corso.
Tratto da: La Gazzetta di Mantova del 24/05/2003. |