|
Sedici arresti eseguiti dalla Campania al Piemonte. La banda sfruttava decine di ragazze arrivate in Italia con la convinzione di avere un lavoro lecito. Maxi-operazione contro la prostituzione ad Alessandria: 23 arresti
SALERNO - Sono arrivate in Italia, salutando fiduciose i genitori lasciati in Albania o in Romania. Dopo aver ricevuto la promessa, fatta non solo a loro ma all'intera famiglia, di un lavoro lecito. Ed invece - come prevedibile- sono finite sui marciapiedi del nostro paese a fare le prostitute.
Una storia senza lieto fine, o forse con una fine non troppo amara: gli aguzzini che le hanno portate in Italia sono adesso in manette e alcune di loro si trovano protette in un Istituto religioso, dove sono aiutate anche psicologicamente a superare i trauma subiti.
In manette sono finite sedici persone, compresi due italiani. A capo, un albanese Musaj Bujar, 35 anni. La banda operava a Salerno principalmente, ma aveva diramazioni anche in Puglia e in Piemonte e manteneva contatti in Germania e in Gran Bretagna. Bujar, che vive a Napoli, è stato arrestato a Torino; le altre ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite a Napoli, Bari, Caserta, La Spezia. Quasi tutte le ragazze erano di nazionalità rumena e c'erano anche delle minorenni. La loro vita - dalla ricostruzione dei carabinieri - era un vero incubo: dovevano consegnare alla banda 500 euro a notte; se si opponevano agli ordini venivano picchiate o seviziate. Alcune erano costrette a bruciarsi con dei mozziconi di sigarette. A una delle prigioniere erano state estirpate le unghie delle dita delle mani con una pinza. Quattro ragazze rumene, di cui tre minorenni, erano segregate in un covo a Napoli e sono state liberate questa mattina; altre tre ragazze albanesi si trovavano chiuse in un appartamento di Villa di Briano, in provincia di Caserta.
La banda si divideva il lavoro, al punto che operavano tre gruppi: uno acquistava le ragazze tra Kruse e Tirana in Albania e Costante, Baia Mare e Pietra Neamit in Romania. Un secondo gruppo contattava i familiari e li rassicurava sulle loro buone intenzioni, che le ragazze avrebbero avuto un lavoro lecito in Italia. Il terzo gruppo doveva custodirle, anzi dii fatto le teneva prigioniere, le seviziava e intascava il denaro.
E non è stata l'unica operazione contro la prostituzione della giornata: la polizia d Alessandria questa mattina ha svolto una maxi -operazione contro una banda di italiani, ucraini e rumeni. Sono stati 23 gli arresti, soprattutto nel Nord Italia, tra Alessandria, Milano, Varese, Asti e Pavia. Le ragazze, sia rumene che italiane, venivano introdotte in Italia con un visto turistico. Ma una volta arrivate nel paese, erano private dei documenti e costrette a prostituirsi in alcuni locali notturni nell'alessandrino. Denunciate altre 70 persone; tra gli arrestati anche un imprenditore astigiano titolare di un night club di Alassio. Il locale era stato perquisito più volte, anche perché numerose ragazze che lavoravano lì erano senza permesso di soggiorno.
Tratto da: Il Nuovo del 13/12/2003.
|