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''Diritto d’Accesso'', un progetto regionale per le vittime della tratta.   Stampa  E-mail 

Il progetto è finalizzato alla realizzazione di percorsi di inclusione nella vita sociale e lavorativa di immigrati coinvolti dal problema nelle Marche e in Abruzzoa. Partendo dal superamento del concetto di ''vittime'' all’acquisizione di quello di ''cittadine'”.

PORTO SANT’ELPIDIO – E’ stato ufficialmente presentato ieri "Diritto d’Accesso – Strategie di Rete per l’Inclusione delle Vittime di Tratta", il progetto approvato all’interno dell’iniziativa Comunitaria Equal (Asse Occupabilità dei fondi sociali europei), destinato agli immigrati coinvolti dal problema nelle Marche e in Abruzzo. A mostrarne obiettivi e modalità è stato Vincenzo Castelli dell’Associazione On the road di Martinsicuro (TE). Oltre ai partner coinvolti erano presenti Licia Canicola, assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Ascoli Piceno e Mario Andrenacci, sindaco di Porto Sant’Elpidio. Attraverso la realizzazione di percorsi specifici di inclusione nella vita sociale e lavorativa, il progetto si propone – ha sottolineato Castelli - di aumentare qualitativamente e quantitativamente le opportunità di inserimento socio-lavorativo per una parte di quelle persone vittime di tratta (almeno 40 delle centinaia avvicinate) contattate dalle unità preposte, nella fase iniziale di monitoraggio del fenomeno, fase che si avvale della collaborazione di Forze dell’ordine e Servizi sociali. Successivamente l’avvio di un percorso di presa in carico dei soggetti comporterà un processo ad hoc per ogni singola persona accolta e includerà momenti di alfabetizzazione e formazione su lingua, cultura e legislazione del nostro paese. Passaggio finale: la formazione per l’accesso al mondo del lavoro attraverso una qualificazione professionale aziendale, che favorisca l'acquisizione degli strumenti basilari per una vera inclusione sociale fondata sulla stabilità lavorativa, relazionale e di presenza nel territorio.

L’individuazione di idonei e possibili bacini occupazionali compatibili a determinate "qualifiche lavorative" delle persone contattate sarà un altro degli obiettivi attuati per riqualificare quegli immigrati che nel nostro Paese si trovano coinvolti in un processo di progressiva dequalificazione, facendo permanere lo stereotipo secondo cui "immigrato" corrisponde a "badante o manovale". Capofila del progetto l’associazione On the road e l’associazione Free Women di Ancona uniche nelle Marche a essere iscritte al III° Registro sull’Immigrazione e ad avere la possibilità di gestire progetti relativi all’applicazione dell’articolo 18 del decreto legislativo 286/98 (Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), che prevede la possibilità per le vittime della tratta di partecipare a un programma di assistenza e protezione sociale. Il progetto, che conta su un finanziamento complessivo di 982.200.00 euro, prevede la partecipazione di vari partner quali: le Province di Ancona e di Ascoli Piceno, l’Ambito sociale territoriale 20 di Porto Sant’Elpidio, l’Università di Macerata nell’ambito della formazione della figura del tutor socio-occupazionale, la Lega delle cooperative delle Marche e la Confindustria di Macerata per l’avviamento delle ragazze al lavoro e la loro formazione specifica, il Consorzio Nova e l’agenzia di stampa Redattore Sociale di Capodarco di Fermo che si occupano della promozione del progetto, la società Metabolé per la supervisione scientifica.

Una presenza eterogenea, un lavoro di rete che permette di seguire i vari processi, di accogliere istanze specifiche, monitorare il fenomeno e intervenire attraverso orientamento e counselling. Una rete di relazioni e interazioni che coinvolge non solo le vittime della tratta e tutti gli "attori" coinvolti ma anche e soprattutto realtà pubbliche e private territoriali (che possano sostenere e allargare l’intervento) e la cittadinanza tutta. L’auspicio dei promotori è che il lavoro non si esaurisca con la chiusura del progetto (dicembre 2007) ma diventi - attraverso adeguati strumenti - prassi quotidiana di azione e cambiamento, nonché di sensibilizzazione sociale e culturale. Oltre alla fase nazionale è prevista una dimensione internazionale con il coinvolgimento in questo passaggio di Francia e Slovacchia. In questa fase l’obiettivo è il confronto dei sistemi di analisi e conoscenza della fenomenologia nei paesi di origine di arrivo e transito (leggi attuate, punti forza/debolezza, strategie circa l’ingresso al mercato del lavoro delle persone svantaggiate etc.) per la definizione in sede appropriata (una Conferenza Stampa a Bruxelles con la presenza degli Euro Parlamentari) di nuovi strumenti e proposte operative da promuovere e realizzare. Oltre a una newsletter telematica di approfondimento sugli sviluppi del progetto l’andamento dello stesso e i vari passaggi possono essere seguiti on line sul sito: http://dirittodaccesso.ontheroadonlus.it/


 

 


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