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L'Unità di strada di Modena celebra dieci anni di impegno con un seminario.   Stampa  E-mail 

Circa 10.000 contatti: è il bilancio di dieci anni d’attività dell’Unità di strada di Modena, “celebrati” il 26 gennaio, con un seminario sul tema della riduzione del danno e uno spettacolo provocatorio, per guardare alla prostituzione in modo diverso.

MODENA – Circa 10.000 contatti avviati con i “sex workers”: è il bilancio di dieci anni d’attività dell’Unità di strada di Modena, “celebrati” il 26 gennaio, con un seminario sul tema della riduzione del danno e uno spettacolo provocatorio, per guardare alla prostituzione in modo diverso. E’ l’iniziativa “Certe notti…”, al Teatro delle Passioni, promossa dall’assessorato alle Politiche sociali e dal Centro stranieri del Comune di Modena. E’ dal ’95 che un’équipe di operatori e mediatori linguistici del Centro stranieri scende in strada nelle ore notturne per dare informazioni sanitarie e la possibilità di accedere ai servizi territoriali a chi si prostituisce. Si tratta di un intervento “poco noto ai più – spiega l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti – ma importante nell’ottica della prevenzione sanitaria e come caso pressoché unico in cui i servizi sociali riescono a entrare in contatto con un mondo clandestino, spesso connotato da illegalità e violenza, dove i sex workers sono l’anello debole della prostituzione”.

 

Sono circa un migliaio i contatti che l’Unità di strada, uscendo tra le 40 e le 50 volte, effettua mediamente ogni anno; circa diecimila, quindi, quelli realizzati dall’inizio del servizio (i contatti possono essere ripetuti per lo stesso sex-worker). Un centinaio, invece, gli accompagnamenti ai servizi socio-sanitari. L’Unità di strada è anche un buon osservatorio del fenomeno della prostituzione: negli ultimi cinque anni la presenza di prostitute lungo le strade modenesi si è sostanzialmente stabilizzata intorno a una presenza media giornaliera stimata per difetto di 70/90 persone.

Operatori di strada e mediatrici culturali in équipe intervengono in strada quattro volte al mese, offrendo condom e materiali farmaceutici, ma anche depliant in lingua e informazioni sui servizi presenti sul territorio. I materiali informativi riguardano la prevenzione dell’Aids e delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche la sicurezza e difesa personale, la contraccezione e la gravidanza, e sono disponibili in 27 lingue differenti. Uno sguardo, infine, ai paesi di provenienza dei sex workers,  indicativo delle trasformazioni che il fenomeno della prostituzione di strada ha subito nel corso degli anni. La nazionalità nigeriana, sempre costante, è quella numericamente predominante sul totale delle presenze, mentre nel gruppo dell’Est Europa si è assistito a diversi cambiamenti: sono presenti soggetti provenienti da paesi diversi (Albania, Moldavia, Ucraina, Russia, Romania, ex-Jugoslavia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria, Ungheria) che sono mutati nel tempo, con un trend pressoché costante di ragazze moldave e russe; è stata registrata una diminuzione nella presenza di ragazze provenienti dall’Albania che prima erano molto giovani e clandestine e oggi tendono ad essere di età più elevata e regolari. Dal 2000 si registra inoltre un aumento progressivo delle ragazze provenienti dalla Romania.

Tratto da: Redattore Sociale del 25/01/2006.


 

 


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