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Prostitute degli dči: forniscono prestazioni 365 giorni all’anno per 2 dollari a cliente. Sono le 100mila ragazze della Bombay ''a luci rosse''. Ne parla Lorenza Fontana nell’ultimo numero del mensile ''Volontari per lo sviluppo''.
ROMA – Prostitute degli dči: forniscono prestazioni 365 giorni all’anno, con una media di 6 clienti al giorno a 2 dollari l’uno. Sono le 100.000 ragazze della Bombay “a luci rosse”, che fruttano entrate per 400 milioni di dollari; schiave di trafficanti senza scrupoli, che approfittano di antiche tradizioni religiose, ma anche fonti di guadagno per lo Stato. Ne parla Lorenza Fontana nell’ultimo numero della rivista mensile “Volontari per lo sviluppo”: incentrata su cooperazione e volontariato internazionale, propone la voce inedita dei giornalisti indipendenti dei paesi extraeuropei (www.volontariperlosviluppo.it). Da Managua, Jose Carlos Bonino Jasaui racconta che tra le montagne del Nicaragua un sistema di salute partecipativo, comunitario e autogestito permette a circa 1.500 famiglie di ricevere una copertura sanitaria di base con solo 1,44 euro al mese.
Una risposta all’abbandono del governo centrale, contro la logica dell’emigrazione e la perdita dell’economia comunitaria, da sempre centrale in questa societŕ. Maurizio Dematteis, invece, ha raccolto alcune testimonianze dai civili che vivono a Baghdad dopo oltre 2 anni di presenza americana: 70 attentati al giorno, centinaia di arresti illegali, decine di migliaia i civili uccisi. E poi la povertŕ, le malattie, la disoccupazione al 65%.
Gianluca Iazzolino, da Baku, č l’autore del servizio “Mare nero”: “Circa 5,4 miliardi di barili di greggio attendono di essere estratti dal Caspio. Ma giŕ da 10 anni la British Petroleum ha messo le mani sull'Azerbaijan, dando vita a un doppio governo”. Un reportage esclusivo, alla scoperta della "corte di Re petrolio", la repubblica piů inquinata dell'ex Urss, dove la posta in gioco č il controllo delle ultime risorse energetiche del pianeta. “E l'inaugurazione di un grande oleodotto, che taglia ogni comunicazione petrolifera tra Russia e Iran, lascia presagire scenari di guerra”.
Tratto da: Redattore Sociale del 25/11/2005 (ore 17.16) |