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''Il pane e le rose'' la nuova pubblicazione del progetto ''La ragazza di Benin City''.   Stampa  E-mail 

S'intitola ''Il pane e le rose'' la nuova pubblicazione del progetto ''La ragazza di Benin City'' scritto da Claudio Magnabosco e Guido Parodi.

AOSTA - Si intitola “Il pane e le rose” la nuova pubblicazione del Progetto “La ragazza di Benin City”, nato dalla storia d’amore di un italiano per una giovane nigeriana con l’idea di mettere in rete iniziative ed esperienze individuali per trasformarle in una concreta azione di solidarietà umana e di impegno sociale e civile. Vi operano ex clienti, operatori culturali, volontari, testimonial. Scritto da Claudio Magnabosco e Guido Parodi questo ultimo lavoro raccoglie numerosi documenti sulla tratta delle ragazze nigeriane.

Il titolo richiama il pane simbolo del “diritto alla dignità del lavoro” e le rose che rimandano al “diritto alla dignità degli affetti per la propria realizzazione”. “Bread and Roses” è anche il titolo di una ballata, l’inno alle operaie di Lawrence, scritto da John Oppenheim; nei primi decenni del ‘900 le industrie tessili della città di Lawrence (Massachusetts - USA) utilizzavano la mano d’opera di migliaia e migliaia di immigrati di oltre 30 nazionalità diverse, che parlavano oltre 25 lingue differenti: uomini, donne, bambini; emigrati dall’Europa per inseguire un sogno di riscatto, che lavoravano 56 ore la settimana per una paga di semplice sostentamento, vivendo spesso accampati in abitazioni malsane e fatiscenti.

“Nel gennaio del 1912, a seguito di una legge dello Stato che imponeva una riduzione dell’orario lavorativo a 54 ore settimanali per le donne ed i bambini, le industrie tessili operarono una riduzione dei salari, che già prima garantivano a malapena la sopravvivenza. – scrivono gli autori - Nelle ore immediatamente successive, le fabbriche di Lawrence furono paralizzate da scioperi selvaggi ed azioni di sabotaggio, nelle quali, riferiscono le cronache dell’epoca, gli immigrati di origine italiana si distinsero in modo particolare. Due giorni dopo, tutti gli operai della città scesero in sciopero. Lo sciopero di Lawrence durò due mesi, e prese il nome di "Sciopero del Pane e delle Rose" da uno striscione con il quale, le donne-operaie, rivendicavano: "Vogliamo il Pane, ma vogliamo anche le Rose!". “Non diversamente da allora - sottolineano - anche oggi le straniere e gli stranieri chiedono alla nostra Europa e alla nostra Italia ancora il pane e le rose: il diritto al lavoro  e il diritto agli affetti”.

Il libro documenta, anzitutto, l’iniziativa che il progetto ha attivato il 15 agosto scorso, lo sciopero del sesso,  che con intento provocatorio voleva richiamare l’attenzione sul tema della prostituzione minorile e quali iniziative adottare con i clienti per fare prevenzione. Il libro contiene inoltre i risultati di un’inchiesta  tra le ragazze di Benin City in Italia con 32 testimonianze dirette. Ne emerge un testo “redatto” dalle stesse ragazze attraverso il racconto delle proprie esperienze “Forse risulterà sorprendente ritrovare, insieme al racconto di fatti e vicende drammatici, la disincantata proposta di soluzioni a situazioni lette lucidamente. – commentano gli autori - Tutto ciò dimostrerà che, contrariamente a quanto, in modo arbitrario, si è portati a considerare per via della loro collocazione nel gradino apparentemente più basso e degradato della vita sociale, queste ragazze possiedono spesso una intelligenza vivace e profonda”.

Tratto da: Redattore Sociale del 11/11/2005 (ore 12.28)


 

 


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