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Circa l'80 per cento è costituito da donne e bambini. Il rapporto degli esperti della commissione europea.
Ogni anno un milione di persone è vittima del traffico di esseri umani. L'80 per cento è costituito da donnee bambini. il 70 per cento delle vittime viene utilizzato per lo sfruttamento a scopo sessuale. Sono le cifre raccapriccianti contenute nel Rapporto sulla "Tratta degli esseri umani", elaborato da un gruppo di esperti nominato dalla Commissione europea e presentato qualche settimana fa a Roma. Un rapporto che però non sembra considerare quanto denunciato da Carlotta Sami, di Savethe children ovvero che il 50 per cento del guadagno giornaliero va a finire direttamente nelle tasche delle baby-prostitute, che così possono contare su un introito quotidiano sicuro, non si sentono sfruttate e quindi non hanno la tentazione di uscire dal giro: è questa la nuova strategia dello sfruttamento a scopo sessuale dei minori stranieri.
Ragazzi e ragazze che provengono per lo più da Romania, Marocco, Albania e Moldavia, arrivano in Italia pieni di sogni e di aspettative. La riprova del perverso legame che si crea tra vittima e trafficante viene per esempio, sottolinea Save the Children, dalla prostituzione minorile delle giovani rumene in Italia. Non a caso capita molto spessoche dopo le retate della polizia, una volta accompagnate o nei Centri di prima accoglienza o nei centri anti-tratta per minori, le ragazze scappino a poche ore dal loro arrivo. Inoltre, il più delle volte, al momento dell'intervento delle forze dell'ordine, hanno con sè il cellulare: ciò permette agli sfruttatori di continuare a esercitare un controllo sulle loro vittime.
"E' sempre più difficile - tiene a precisare Sami identificare i percorsi della tratta dei minori, che cambiano repentinamente a seconda delle zone di provenienza dei minori stessi e dei controllialle frontiere. Le organizzazioni criminali albanesi, per esempio, gestiscono la compravendita delle minorenni rumene direttamente in Italia attraverso contatti con adulti rumeniche si occupano del reclutamento e del viaggio delle minori. Il costo di una ragazza si aggira sui 500 euro più le spese di viaggio". Intanto, il gruppo di lavoroche ha elaboratoil Rapporto continuerà il suo lavoro, allo scopo di contribuire alla traduzione pratica della Dichiarazione di Bruxelles, il documento nato dalla Conferenza europea sulla prevenzione e la lotta alla tratta di esseri umani del 18-20 settembre 2002. "Una sfida globale per il XXI secolo che ha riunito più di 1.000 rappresentanti appartenenti agli Stati membri dell'Unione europea, agli Stati candidati, a paesi terzi, a organizzazioni internazionali, inter-governative, non governative. Benchè sia stata elaborata al di fuori delle strutture decisionali dell'Unione europea, la dichiarazione ne è diventata un pilastro nella lotta contro la tratta. Auspichiamo che la Dichiarazione di Bruxelles - si legge nel rapporto - non promuova azioni soltanto sul breve periodo, per esempio, come documento di riferimento per la stesura della Comunicazione sulla tratta che la Commissione emanerà a breve, ma che diventi uno strumento utile nella guida allo sviluppo delle politiche della Commissione europeasul lungo periodo".
La denuncia di don Benzi e dell'abbè Pierre.
Una sorta di "diritto d'asilo" per chi sceglie di uscirne, indipendentemente dalla denuncia o meno degli sfruttatori (come già accade in Italia con l'art.18); la disponibilità di alloggi e occupazione, le multe ai clienti, un maggiore coinvolgimento delle Questure. Sono alcune delle prime proposte di Emmaus Iternazionale, in collaborazione con l'Istituto degli Innocenti di Firenze. Don Oreste Benzi, fondatore dell'Associazione Papa Giovanni XXIII, ha denunciato che "oggi il 50% delle donne trafficate sono minorenni, perchè c'è una domenda spaventosa da parte di gente incosciente". La sua associazione in 15 anni ha liberato 5.500 ragazze, e attualmente 261 sono accolte nelle loro strutture, soprattutto nigeriane, romene, moldave e ucraine. Secondodon Benzi, "per risolvere il problema basta la volontà politica, che attualmente non c'è. Il metodo è molto semplice, come testimonia l'esempio di Rimini: basterebbe che, in tutte le province italiane, le Questure si impegnassero a toglierele ragazze dalla strada e a portarle nei centri, dove grazie all'art.18del testo unico sull'immigrazione del 1998 riusciamo a dare loro accoglienza e lavoro". L'alloggio e il lavoro, compreso nei paesi di provenienza, sono le due priorità "realistiche" sottolineate anche dall'Abbè Pierre, il 93enne fondatore di Emmaus. "Se ci fosse l'alloggio e il lavoro per tutti - ha affermato l'Abbè Pierre - vedremmo scomparire rapidamente lo sfruttamento, perchè si assicurerebbe alle persone l'idispensabile per vivere. Invece oggi in tutte le città europee questo è un problema enorme".
La responsabilità dei clienti. Il commissario Frattini propone un telefono europeo per i bimbi.
Il commissario europea alla Giustizia, libertà e sicurezza, Franco Frattini, lancia l'idea di un "telefono europeo" dedicato ai bambini vittime della tratta, l'armonizzazione delle regole tra i vari paesi dell'Unione per arrivare a una omogenea definizione dei reati e misure per il reinserimento sociale delle vittime. A giudizio del commissario Frattini, poi, "non possiamo ignorare il problema dei clienti. Nessuno può far finta di non sapere, quando va per strada con una prostituta giovanissima. Contro un fenomeno che per fatturato criminale viene subito dopo il traffico di armi e di droga, per Frattini l'Europa "deve avere una capacità di reazione adeguata anche attraverso il potenziamento di Europol". Più in generale "è necessario che prevenzione e reazione repressiva si sviluppino senza "porti franchi" sia nei Paesi membri della Ue che nei Paesi candidati".
Tratto da: Quotidiano Sociale del 06/11/2005. |