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Il convegno dell'Università Roma Tre. Quando lo sfruttamento inizia in Italia e tradisce viaggi carichi di speranze. Teresa Albano (Oim): ''Dietro il consenso storie di disperazione''
ROMA – Aneta è nata in Ukraina. Per una malformazione congenita non può avere figli, tuttavia il problema si può risolvere con un intervento di fecondazione artificiale. Costo dell'operazione: 2.000 euro. A Kiev le hanno proposto di andare a prostituirsi in Italia. 2.000 euro si fanno in una settimana. Aneta ha pensato che la partita valesse la pena di essere giocata. E' partita. Quella settimana è durata sei mesi, diciotto ore al giorno sui marciapiedi della capitale, soldi non ne ha mai visti. Finché ha chiesto aiuto ed è fuggita dai suoi protettori.
La storia di Aneta è una storia vera, il nome è fittizio, a raccontarla è Teresa Albano, responsabile progetti anti-tratta per l'Organizzazione Internazionale dell'immigrazione (Oim), in un convegno sulla Tratta a Roma. Aneta non è stata rapita con la forza. Aneta ha scelto di prostituirsi e poi... Sono molti i casi come quello di Aneta, ma – sostiene Albano - “dietro questi consensi si nascondono storie di disperazione”. Come Aneta molti minori sono ridotti in schiavitù senza essere stati prima trafficati, le loro storie di sfruttamento iniziano in Italia e tradiscono le loro aspettative di un futuro migliore.
La Romania è il primo paese di origine di minori non accompagnati in Italia. In Italia un minore non accompagnato, da un parente maggiorenne entro il quarto grado, viene preso in carico dai servizi sociali, ha diritto ad un'accoglienza, la possibilità di studiare e di iscriversi al sistema sanitario nazionale, prospettiva allettante per molti ragazzi dei vicini Paesi est-europei. Molti sono spinti dalle famiglie a partire e tentare la fortuna, molti la famiglia non ce l'hanno. “Non tutti quelli che partono arrivano a destinazione - continua Albano -. Chiedono un passaggio a un connazionale che li faccia entrare clandestinamente sul territorio italiano. Di dieci che partono ne arrivano tre. Gli altri si perdono per strada. Non sono partiti per essere sfruttati, ma hanno trovato gli sfruttatori sulla loro strada, soli, in un paese in cui non conoscono nessuno, di cui non parlano la lingua, e di cui hanno paura per le continue minacce dei loro protettori. Sono sfruttati per l'accattonaggio, per i furti, per lo spaccio e costretti a prostituirsi. A Roma basta andare la sera dalle 18:00 a Piazza della Repubblica per vedere ragazzini rumeni di 15-16 anni che si prostituiscono”.
A Roma l'età media delle prostitute si sta abbassando in modo preoccupante. Lo sostengono gli operatori, che ogni sera contattano in strada le ragazze e i ragazzi. Enrico Santi – operatore sociale – è critico sulla legge sull'immigrazione: “Garantiamo assistenza e servizi ai ragazzi e alle ragazze fino ai 18 anni, dopodiché, se non è conclamata la presenza in Italia da almeno tre anni e non è in vigore un progetto formativo da almeno 2 anni, scatta, a discrezione del Questore, il diniego al rilascio di un permesso di soggiorno e segue l'espulsione. Il risultato? I ragazzi rimangono in Italia e tornano in strada, nella clandestinità, potenziali vittime due volte dell'illegalità e lo sfruttamento”.
Tratto da: Redattore Sociale del 21/10/2005 (ore 17.29) |