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Sfruttamento dei minori e turismo sessuale, se ne discute all'Università Roma Tre.   Stampa  E-mail 

Sfruttamento dei minori e turismo sessuale, se ne discute all'Università Roma Tre. In Italia rilasciati dal '99 3.759 permessi di soggiorno per motivi di protezione sociale e assistiti 343 minori trafficati.

ROMA - Prevenzione, repressione, assistenza. Numeri e strategie per la lotta al traffico di esseri umani a confronto, a Roma, in un convegno organizzato dall'Università Roma Tre. Riflettori puntati su minori e turismo sessuale. "Il fenomeno della tratta interessa i Paesi europei da almeno quindici anni", esordisce Pippo Costella, del Gruppo di esperti istituito dalla Commissione Europea nel 2003. Per Giuffrida (Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, Dgcs): "è prioritaria la cooperazione nei paesi di origine per la promozione della dignità della donna e delle bambine".

Ma in 1 caso su 2 Paesi di origine e di destinazione coincidono. A sostenerlo Daja Wenke, consulente Unicef: "in Europa Paesi di origine, transito e destinazione delle vittime". I flussi maggiori dall'Europa orientale verso i Paesi dell'Ovest. Italia tra le principali mete di arrivo. Vista la clandestinità del fenomeno, non esistono dati attendibili. Le uniche cifre ufficiali per l'Italia sono il numero di permessi di soggiorno rilasciati alle vittime della tratta. L'articolo 18 del Testo Unico sull'Immigrazione prevede il rilascio di uno speciale permesso di soggiorno "per motivi di protezione sociale [...] per consentire allo straniero di sottrarsi alla violenza e ai condizionamenti dell'organizzazione criminale e di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale" (l.286/1998, art.18). In seguito, la legge 228/03 recante "Misure contro la tratta di persone" ha definito il reato di "tratta di persone" e di "riduzione in schiavitù", e ha istituito un "Fondo per le misure antitratta".

Secondo i dati forniti da Paola Lucarelli, vicecapo dell'ufficio legislativo del Ministero per le Pari Opportunità, finanziati in Italia, dal 1999 al 2005, 371 progetti di assistenza ed integrazione sociale per 3.759 persone trafficate e 343 minori. 160 i rimpatri assistiti, 19 per minori. Minori che provengono in maggioranza da Albania, Moldavia e Nigeria, ma nell'ultimo anno sono soprattutto di origine rumena. Per migliorare i servizi di protezione, licenziato dal Consiglio dei Ministri il regolamento che prevede l'accoglienza immediata delle vittime, prima del rilascio del permesso. E contro il turismo sessuale è in discussione alla Commissione Giustizia del Senato un disegno di legge, già approvato alla Camera, che introduce pene da 1 a 3 anni di reclusione e sanzioni fino a 4.000 euro per chi partecipa a viaggi finalizzati allo sfruttamento sessuale. E' d'accordo Paola Vieiro (Dgcs): "Vanno puniti i ricchi turisti che vanno all'estero consapevoli di sfruttare ragazze e bambini". Uno studio citato da Vieiro ritrae il turista sessuale come un uomo "soidisant normale", di età compresa tra i 30 e i 40 anni. In Europa le posizioni sulla prostituzione sono così variegate che il Gruppo degli esperti non è stato capace di elaborarne una sintesi: si va dalla regolamentazione dell'Olanda alla tolleranza zero della Svezia. In Italia la prostituzione non costituisce reato. Tuttavia esiste - secondo gli operatori sociali - una penalizzazione di fatto delle ragazze costrette a prostituirsi.

Come emerge infatti dal rapporto del Gruppo degli esperti, l'approccio al fenomeno è spesso solo repressivo, di competenza del Ministero dell'Interno e delle Forze dell'ordine. "La prima cosa che un poliziotto chiede a una ragazza in strada è se ha i documenti. Un operatore sociale le chiede: chi sei?" - argomenta Teresa Albano (Oim) - L'approccio alla tratta deve partire dalla tutela dei diritti delle persone". Pippo Costella (Gruppo esperti) paventa il rischio di una sovrapposizione della tratta all'immigrazione illegale, e del contrasto alla tratta con il controllo delle frontiere. "Rischiamo da una parte di non riuscire ad identificare le vittime, dall'altra di accrescere le situazioni di clandestinità, terreno fertile per gli sfruttatori, con l'irrigidimento delle politiche migratorie".

Tratto da: Redattore Sociale del 21/10/2005 (ore 16.31) 


 

 


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