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A Firenze ''un segretariato internazionale contro la tratta''.   Stampa  E-mail 

A Firenze ''un segretariato internazionale contro la tratta'': lo propone la Regione Toscana a conclusione della conferenza contro la schiavitù. Coinvolte Emmaus e le altre organizzazioni attive sul tema.

FIRENZE - Presentate a Firenze le conclusioni dei lavori dell’incontro europeo di lotta contro il traffico di esseri umani, “Insieme contro la schiavitù contemporanea”, organizzate dal movimento Emmaus Internazionale, in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti di Firenze, con il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze. La Regione Toscana, nell’intervento di Massimo Toschi, assessore alla cooperazione internazionale, perdono e riconciliazione tra i popoli, si è impegnata a creare un segretariato internazionale contro la tratta da realizzare a Firenze, in collaborazione con Emmaus internazionale, Istituto Innocenti e le altre associazioni che hanno partecipato alle giornate. Renzo Fior, presidente di Emmaus Internazionale, ha accolto con favore la proposta e si procederà quanto prima ad un tavolo operativo al riguardo.

Il confronto nei laboratori è avvenuto tra i gruppi Emmaus a livello internazionale, le associazioni provenienti da 25 nazioni di Europa, Africa, Asia e America latina, istituzioni europee e italiane: presenti tra gli altri Amnesty International, Save the Children, Libera, Istituto degli Innocenti, Cipsi. Il documento conclusivo contiene un appello ai governanti europei ed italiani, e alle istituzioni: “Prendiamo atto del silenzio assordante dei governi e delle istituzioni, e della mancanza di volontà politica nel dare priorità alla lotta contro la tratta e il traffico degli Esseri umani sia in Europa che in Italia. Chiediamo la firma e la ratifica da parte dei governi europei ed italiano della  Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori Migranti, del Protocollo di Palermo, e della più recente Convenzione europea sulle azioni anti-tratta (Consiglio europeo, Varsavia, maggio 2005). Chiediamo  la ratifica degli strumenti internazionali che garantiscono la salvaguardia dei diritti umani, la protezione e il reinserimento delle vittime, e la creazione di nuove norme giuridiche coerenti con questi obiettivi.
Chiediamo che vengano coinvolte –a livello di governi nazionali- le organizzazioni della società civile protagoniste nella lotta contro il traffico degli esseri umani nell’accoglienza ed assistenza alle vittime. Chiediamo che siano istituite organizzazioni europee per l’aiuto al reinserimento delle vittime e per il controllo del ricongiungimento familiare, in particolare nei casi che coinvolgono bambini nei loro paesi di origine. Oggi tutto ciò non esiste! Chiediamo la creazione di una istituzione dell’Unione europea come responsabile per la raccolta dati sui casi anti-tratta nella UE e in tutto il territorio europeo. Chiediamo che venga avviato un monitoraggio per verificare i progressi ottenuti in materia di legislazioni europee, e che il fenomeno sia finalmente studiato. L’importanza di questa istituzione può essere indicata da un semplice esempio: secondo l’OIM più del 90% delle vittime rimpatriate in Ucraina sono state rimpatriate e reintegrate con successo nella società ucraina. Invece le Nazione Unite hanno riportato che più del 95% delle vittime rimpatriate nei rispettivi paesi dell’est europeo sono scomparse dopo il loro ritorno. Un altro esempio riguarda l’incredibile incremento della prostituzione (oltre l’85%) nei Paesi dove sono presenti truppe straniere, sia occupanti, che con scopi “umanitari”.
E ancora: contro i trafficanti criminali: la repressione e confisca dei beni, che dovranno essere destinati al risarcimento alle vittime. Saranno promosse iniziative, campagne di sensibilizzazione e di prevenzione attraverso strumenti formativi, educativi e con il coinvolgimento dei mass media su tutti i soggetti interessati: potenziali vittime e clienti, istituzioni, governi, opinione pubblica generale”.

Domani alle 11.30 l’Abbè Pierre, il novantatreenne fiondatore di Emmaus, interverrà alla mostra-vendita di solidarietà delle Comunità Emmaus d’Italia e d’Europa presso il teatro Saschall di Firenze (Lungarno Aldo Moro, 3 - Orario: dalle 9 alle 20), che proseguirà anche domenica 23 ottobre. Il ricavato servirà a sostenere le azioni di solidarietà nei paesi dell’est dell’Europa ed in Africa per interventi ed iniziative scelte dai rispettivi Gruppi Emmaus del posto.

Tratto da: Redattore Sociale del 21/10/2005 (ore 16.27)


 

 


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