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Aumentano minori e uomini trafficati per sfruttamento lavorativo, accattonaggio, delinquenza e adozioni: oltre 6000 vittime assistite tra il 2000 ed il 2004. A Firenze le Giornate europee di Emmaus.
FIRENZE - "Insieme contro la schiavitù contemporanea": un appello ed anche il tema delle “Giornate Europee di lotta contro il traffico di esseri umani” che si aprono domani a Firenze. L’iniziativa è promossa da Emmaus Internazionale e Emmaus Europa, in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti di Firenze e con il Patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze. L’obiettivo è quello di elaborare proposte e alternative sui temi della prevenzione, accoglienza e reinserimento delle vittime a partire dal confronto tra operatori ed istituzioni, a livello internazionale e territoriale. Saranno presenti il Fondatore Movimento Emmaus Abbé Pierre, don Oreste Benzi (Ass.Papa Giovanni XXIII), rappresentanti di Gruppi Emmaus provenienti da 20 paesi Europei e dall’Asia, America Latina e Africa e delle principali associazioni nazionali ed internazionali di tutta Europa impegnate su questo fronte.
“Come organizzazione pan-europea, Emmaus Internazionale è in una posizione privilegiata per agire contro il traffico di persone, indirizzandosi verso i paesi di origine, transito e destinazione delle vittime del traffico. – spiega l’associazione - Tale questione è di vitale importanza per Emmaus Internazionale, ed è una tematica chiave sulla sua agenda per la salvaguardia dei diritti umani”. Per questo motivo Emmaus ha chiamato in questi 3 giorni di workshop organizzazioni territoriali, che metteranno sul tavolo le loro esperienze e conoscenze dirette, organizzazioni internazionali che daranno una valutazione del problema e della sua complessità da una prospettiva diversa da quella locale e le autorità politiche (Parlamento Europeo, governi, Alto Commissariato per i Diritti umani delle Nazioni Unite, ed altri), che parleranno delle politiche attuali dei propri e delle misure esistenti.
Le cifre - Il fenomeno infatti ha toccato proporzioni allarmanti: secondo il “Rapporto annuale sulle vittime del traffico nell’Europa Sud-Orientale”, prodotto dal Regional Clearing Point, tra il gennaio 2000 al dicembre 2004 sono state 6.225 le vittime aiutate nell’Europa Sud-Orientale, ma si tratta di un dato che sottostima il fenomeno secondo lo stesso rapporto. E’ aumentato soprattutto il numero dei minori e di uomini trafficati per fini di sfruttamento lavorativo, per accattonaggio, delinquenza e adozioni: in Albania sono uomini il 70% delle vittime e analogamente accade in Romania, Moldavia, e, seppur con una minor estensione, in Bulgaria e nelle province del Kossovo (Serbia e Montenegro), paesi questi da cui proviene l’89% delle vittime aiutate nel 2004. Il rapporto evidenzia anche un aumento nel numero di vittime provenienti da Croazia, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Serbia e Montenegro, fino ad oggi paesi di transito e destinazione. E’ ancora l’Ucraina il primo paese di origine per le vittime del traffico verso i paesi dell’Europa Sud-Orientale con un aumento nel numero delle vittime provenienti da paesi lontani come Cina, Iraq, Mongolia, Libano, Armenia e Uzbekistan, mentre il traffico interno è in aumento nei paesi come Serbia, Montenegro, Romania e Bulgaria, i quali in alcuni casi costituiscono il primo passo verso il traffico internazionale.
Il programma - La tre giorni si apre domani, dopo i saluti di rito, con la presentazione della situazione generale del fenomeno del traffico di esseri umani in Europa (ore 14) e su questo fronte importanti saranno le testimonianze di alcune vittime della tratta. Tra i momenti più significativi, giovedì 20 nella mattina quattro laboratori paralleli (sensibilizzazione ed iniziative sociali ed economiche di prevenzione, accoglienza ed assistenza per le vittime, alternative economiche e sociali « correttive » o di reinserzione, azioni di pressione pubblica e politica per ottenere nuovi statuti giuridici, nonché la ratifica delle convenzioni internazionali in materia) e venerdì 21, giorno di chiusura il confronto con i rappresentanti della politica e delle istituzioni ed il bilancio delle attività future.
Tratto da: Redattore Sociale del 18/10/2005 (ore 16.10) |