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Frattini contro la tratta   Stampa  E-mail 

Frattini: ''Contro la tratta una politica europea per prevenirne le radici, permesso di soggiorno per le vittime e cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri per contrastare i criminali''. Il problema dei clienti delle prostitute.

ROMA - Il traffico di esseri umani figura nell'agenda politica internazionale dalla fine del 2000, quando la "Convenzione internazionale dell'Onu sul Crimine transnazionale" elaborò a Palermo il Protocollo sulla tratta. Poco dopo il Consiglio dell'Unione europea propose una decisione quadro sulla "lotta contro la tratta degli esseri umani", adottata poi nel 2002, e seguita dalla contestuale Dichiarazione di Bruxelles.
In questa tradizionale attenzione al fenomeno si inserisce la recente pubblicazione in merito del rapporto di un Gruppo di esperti nominato dall'Ue. Per Franco Frattini, Commissario europeo per Giustizia, Libertà e Sicurezza, l'Europa ha "il dovere morale e istituzionale" di contrastare il fenomeno assicurando alla giustizia i trafficanti, garantendo assistenza alle vittime e promuovendo progetti di cooperazione nei paesi di origine.

Tre gli ingredienti della ricetta dal Commissario: prevenzione, reazione e cooperazione nella gestione migratoria. Per Frattini è necessario innanzitutto esplorare ed agire sulle "radici profonde" del fenomeno, ovvero la forte degradazione economica e sociale di certe regioni del mondo. Diplomazia preventiva, in altre parole l'introduzione di condizioni politiche per l'accesso agli aiuti per la cooperazione internazionale. "Dobbiamo pretendere dai nostri partner chiare politiche di contrasto della tratta e di tutela dei diritti umani". La seconda linea d'azione su cui si muove il Commissario è quella reazionaria. "Accanto alla prevenzione è necessario colpire la criminalità organizzata". Come? Attraverso l'armonizzazione delle regole, la definizione condivisa dei reati e il potenziamento della cooperazione giudiziaria, e quindi di Europol, in ambito europeo, e in particolare con Bulgaria, Romania e Russia. Infine per quanto riguarda la gestione dell'immigrazione, Frattini propone regole condivise, volte a riconoscere alle vittime della tratta una corsia preferenziale per l'ottenimento del permesso di soggiorno e il reinserimento sociale, ovviamente - precisa il commissario - "a condizione che la vittima collabori con gli inquirenti".

Sulla prostituzione Frattini è provocatorio. "Non c'è dubbio che la maggior parte delle trafficate sono costrette a prostituirsi. Non c'è dubbio che i clienti questi lo sanno. E non c'è dubbio che i nostri ordinamenti non possono rimanere indifferenti a tutto questo". Il Commissario, da giurista qual è distingue tra diritto e morale, ma "esprime un netto giudizio di contrarietà sulla prostituzione" e solleva uno scottante problema: che responsabilità hanno i clienti che, pagando coscientemente le prestazioni sessuali di ragazze ridotte in schiavitù, finiscono per pagare i criminali che le sfruttano? A questa domanda la legislazione europea deve ancora rispondere.

Tratto da: Redattore Sociale del 17/10/2005 (ore 18.11)


 

 


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