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Con un nuovo rapporto sulla tratta l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) lancia l'allarme sulle proporzioni allarmanti assunte dalla tratta!
EUROPA - Seimila vittime censite, questa la punta dell'iceberg, mentre la stima non ufficiale si aggira attorno alle 200 mila. Con un nuovo rapporto sulla tratta l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) lancia l'allarme sulle proporzioni allarmanti assunte dalla tratta degli esseri umani nell'Europa del sud-est. Le vittime - precisa l'Oim - sono oggetto di questa tratta a fini "di sfruttamento sessuale, di lavoro forzato, di adozione o di delinquenza".
In un testo di 548 pagine - che si basa su l'analisi di 6255 casi di vittime identificate tra il gennaio 2000 e il dicembre 2004 - l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) afferma che il fenomeno si sta diversificando e si sta ampliando. In Albania, il 70 % delle vittime destinate dai trafficanti al lavoro forzato, alla mendicità e alla delinquenza sono di sesso maschile". L'Albania, la Romania, la Moldavia, la Bulgaria e il Kossovo sono i principali paesi d'origine delle vittime della tratta nella regione e raggruppano l'89 % delle vittime soccorse lo scorso anno. Ma le persone provenienti dalla Croazia, dalla Bosnia, dalla Macedonia e dalla Serbia sono in aumento. L'Ucraina è il principale paese d'origine delle vittime della tratta, ma molti provengono anche da altre zone del mondo come la Cina, l'Iraq e la Georgia, la Mongolia, il Libano, l'Armenia e Uzbekistan. Sempre più spesso le vittime attraversano le frontiere nei punti di controllo ufficiali e con documenti validi. La ricerca di un lavoro all'estero è la ragione preponderante che li spinge all'emigrazione. Se l'aiuto alle vittime e la loro protezione sono migliorati, la volontà politica per fronteggiare il problema manca ancora in certi paesi.
Tratto da: Nuove Schiavitù del 19/09/2005. |