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Offrire aiuto e fornire adeguata assistenza per tutelare i diritti di chi subisce dalla tratta: se ne è parlato in un incontro avvenuto a Roma il 12 e 13 settembre.
ITALIA - La Caritas internazionale ha cominciato questa settimana a elaborare una strategia per rendere più efficace la vasta rete di centri cattolici impegnati in prima linea nella lotta alla tratta di esseri umani “versione attuale della schiavitù”. Se ne è parlato in un incontro avvenuto a Roma il 12 e 13 settembre durante il quale si è arrivati a proporre misure per migliorare l'informazione, offrire aiuto e fornire adeguata assistenza per tutelare i diritti di chi subisce questa nuova forma di schiavitù, mantenendo allo stesso tempo uno stretto legame con le istituzioni dei vari paesi. Caritas Italiana si e' occupata fino a oggi delle 50.000 donne prostitute che vivono sul territorio italiano, tremila delle quali minori, provenienti da sedici paesi (Ucraina, Romania, Moldova, Lituania, Repubblica ceca, Slovenia, Bulgaria, Russia, Polonia, Albania, Nigeria, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Cina).
Due i progetti che hanno avuto particolare successo: il progetto Prevenzione tratta in Ucraina, che fa parte di un programma di iniziativa del ministero dell'Interno e si propone di individuare, in collaborazione con enti ed uffici competenti nei paesi di origine, misure idonee per l'informazione, l'accoglienza e l'integrazione sociale delle vittime e potenziali vittime di tratta, nonché per la prevenzione del fenomeno; l'altro intervento si svolge in Moldavia ed e' rivolto a ragazze in difficoltà, in collaborazione con le istituzioni e le forze di polizia locali.
Tratto da: Nuove Schiavitù del 16/09/2005. |