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Traffico di esseri umani: ''un problema crescente'' in Gran Bretagna.   Stampa  E-mail 

Traffico di esseri umani: ''un problema crescente'' in Gran Bretagna. Lo sostiene l'ong inglese Women's Commission in un rapporto dedicato alla tratta di donne e bambini. Regno Unito carente sul piano legislativo.

ROMA - La Polizia Metropolitana di Londra adotta nel 2004 il progetto Paladin Child: un monitoraggio di tre mesi, dell'arrivo di tutti i minori non accompagnati all'aeroporto di Heathrow. Risultato: di 1.738 minori identificati, 551 "a rischio". Di 14 si perdono completamente le tracce, 7 sono ragazze africane adolescenti. Per la tratta delle donne i dati del Ministero dell'Interno parlavano già nel 2000 di un numero di vittime compreso tra 142 e 1.420. I dati sono poco attendibili per la clandestinità del fenomeno. Tuttavia il problema del traffico di esseri umani in Gran Bretagna è presente e conosciuto da anni. Si tratta soprattutto di donne e bambini, adescati dai trafficanti nei paesi di origine (Est Europa, Asia, Africa sub-sahariana) con false promesse di soldi e lavoro, in contesti di povertà e forte disagio, a volte in zone di guerra.

 Giunti oltre Manica i trafficanti sequestrano loro i documenti per limitarne i movimenti, e minacciandoli di ritorsioni e vendette, anche sui familiari, in caso di denuncia. Forzati a lavorare, soprattutto nell'industria del sesso, le vittime sono spesso vincolate in un rapporto di schiavitù fino al saldo di un debito contratto con le spese di viaggio e di mantenimento, che spesso aumentano in modo arbitrario, rendendo di fatto impossibile che la vittima riesca a pagare la propria libertà.

Alla prostituzione forzata si affianca in misura crescente la schiavitù domestica. Donne e bambini costretti a lavorare 18 ore al giorno, pulendo casa e badando ai vecchi e ai bambini, in buone famiglie, sotto il peso di ricatti, minacce, botte e abusi. Alcuni bambini trafficati, specialmente africani, sono sacrificati come feticci in cerimonie rituali. È il 21 settembre 2001 quando la Polizia di Londra recupera dal Tamigi il cadavere di un bambino di cinque anni, decapitato, amputate le braccia e le gambe. Le indagini chiariscono che il piccolo è stato comprato in Africa per essere ucciso come feticcio in un rito di stregoneria. Da allora cosa ha fatto il governo inglese? Nel 2002 sono state approvate le prime leggi che riconoscono il traffico un crimine e ne perseguono i responsabili. Ma la vera questione, denuncia Women's commission, ovvero la protezione delle vittime, non è stata ancora affrontata in modo organico.

In altri paesi, quali Usa, Olanda, Italia, la legge garantisce alle vittime accoglienza, protezione e recupero, nella possibilità di regolarizzare la propria presenza sul territorio. In Gran Bretagna ad oggi l'unica alternativa al rimpatrio offerta alle vittime è la domanda di asilo politico, che però in questi casi difficilmente è accettata, vista la rigidità dei criteri per il riconoscimento dello status di rifugiato. Esistono case di accoglienza per bambini e donne vittime della tratta del sesso, ma, sostiene il rapporto, sono insufficienti se non inquadrati in un'adeguata legislazione. "Il traffico di esseri umani verso il Regno Unito - conclude Women's commission - continuerà a crescere finché non si applicherà la legge contro i trafficanti e non si svilupperanno strategie per sostenere le comunità a rischio e proteggere le vittime del traffico, perché non siano oggetto della vendetta dei loro trafficanti e perché non ricadano in nuovi abusi."

Tratto da: Redattore Sociale del 15/09/2005 (ore 10.58)


 

 


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