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Delle 10/12 mila ragazze degli anni novanta, oggi ne restano circa 7 mila rappresentate da un flusso di persone che entrano e escono dal nostro paese.
ALBANIA - «Il traffico delle donne albanesi registra una riduzione consistente. Ciò è stato determinato dalla violenza con cui il traffico veniva gestito, che ora sta portando a un' auto-estinzione del fenomeno. Delle 10/12 mila ragazze degli anni novanta, oggi ne restano circa 7 mila rappresentate da un flusso di persone che entrano e escono dal nostro paese dopo una permanenza di due o tre anni. Certo anche 7 mila persone sono tante. » Lo ha affermato a Peacereporter.net . Francesco Carchedi, docente all'Università "La Sapienza" di Roma e direttore del Consorzio Parsec. Secondo Carchedi , molte donne sanno esattamente cosa le aspetterà in Italia: «Si verifica, in sostanza, una sorta di prostituzione negoziata. La donna e l'uomo decidono di fare questa esperienza insieme e ne dividono i guadagni».
Ma non si può certo parlare di autodeterminazione: «Nelle nuove forme di trafficking la violenza è molto più sottile e replica lo schema solito della subordinazione della donna all'uomo. Le donne albanesi, per esempio, anche in Italia restano fedeli a un rapporto uomo donna nettamente sbilanciato a loro sfavore».
Secondo uno studio che risale al 2002 dal 1999 al 2002 si stima che il 70 per cento delle vittime albanesi della tratta a fini di sfruttamento sessuale siano adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Nel 2002 circa il 90 per cento dei bambini trafficati proveniva da un gruppo di minoranza tra i più poveri e svantaggiati della comunità albanese.
Tratto da: Nuove Schiavitù del 09/09/2005. |