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Varato dal Consiglio dei ministri il regolamento che definisce programma di assistenza per le vittime. Garantiti un primo supporto immediato e diretto garantire adeguate condizioni di vitto, un alloggio ''protetto'' e assistenza sanitaria.
ROMA - E’ stato approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo, il regolamento che definisce lo speciale programma di assistenza per le vittime dei reati di riduzione in servitù e schiavitù e tratta di persone. “Questo provvedimento – spiega il Ministro Prestigiacomo – rappresenta un ulteriore importante intervento che il Governo sta mettendo in campo per fronteggiare la piaga della tratta degli esseri umani. Anche nel nostro Paese, ad opera di feroci clan della criminalità internazionale, migliaia di persone, prevalentemente donne e minori, sono ridotte in schiavitù e costrette alla prostituzione, all’accattonaggio, al lavoro nero. E’ un fenomeno che offende profondamente le nostre coscienze perché viola i diritti umani fondamentali e s’accanisce sui più deboli, spesso bambini, come anche le cronache delle ultime settimane hanno sottolineato”.
“Contro i mercanti di persone – prosegue il Ministro - il Governo ha varato la nuova legge sulla tratta che è stata approvata dal Parlamento nel 2003 e che prevede un inasprimento delle misure repressive, ma anche concreti interventi di assistenza per sottrarre le vittime del racket dalla inaudita violenza dei clan. Il provvedimento approvato oggi riguarda proprio i programmi di assistenza e mira a garantire alle vittime che riescono a sfuggire al racket, un primo supporto immediato e diretto, adeguate condizioni di vitto, un alloggio “protetto” e l’assistenza sanitaria. Peraltro questi nuovi programmi si sommano e affiancano a quelli previsti dall’art. 18 del testo unico sull’immigrazione grazie ai quali sono state già salvate dalla schiavitù negli ultimi anni oltre tremila donne, molte delle quali minorenni”.
Nel regolamento si prevede che i programmi di assistenza previsti dalla legge sulla tratta di persone siano attuati da Regioni, Enti Locali o soggetti privati convenzionati (iscritti nell’apposito registro delle associazioni che svolgono attività in favore degli immigrati) che presenteranno ad una Commissione presso il Ministero per le Pari Opportunità progetti trimestrali di assistenza, prorogabili per altri 3 mesi. I programmi prescelti verranno finanziati all’80% dallo stato e per il restante 20% dalle regioni o dagli enti locali.
Tratto da: Redattore Sociale del 09/09/2005 (ore 15.34) |