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''Anche a Torino fotografavano le auto dei clienti, ma è servito a poco''. I responsabili di Punto Familia commentano la scelta della polizia di Chicago. All'associazione torinese si rivolgono ogni anno circa 80 clienti.
MILANO - Le foto dei clienti delle prostitute sono finite on-line sul sito della Polizia di Chicago. Tutti si preoccupano delle donne, la Polizia pensa agli sfruttatori, Punto Familia, un'associazione di Torino attiva dal 1999, tende una mano ai clienti. “Evitiamo equivoci, la nostra associazione intende aiutare chi vuole uscire da questa dipendenza. Non siamo un comitato di sostegno per i diritti dei clienti delle prostitute”, precisa Gabriele Fabbri, responsabile del servizio per i clienti delle prostitute di Punto Familia-. “Gli sportivi del sesso a pagamento non ci interessano: noi aiutiamo solo persone motivate, uomini vivono queste relazioni come un problema”. Al numero verde di Punto familia risponde una segreteria telefonica: “Non siamo un telefono amico: la telefonata è solo il primo passo. Poi ci sono i colloqui individuali con gli specialisti; tre psicologi, due sessuologi e un moralista –spiega Padre Muraro, uno degli animatori del centro -.
Noi cerchiamo di aiutare le persone ad accettare le proprie fragilità. Molto spesso i clienti delle prostitute hanno problemi relazionali e vivono con sofferenza una difformità tra quello che sono e ciò che vorrebbero essere”. A Punto Familia si rivolgono circa 80 persone all'anno, ma solo la metà di loro intraprendere il percorso di recupero. “E' un piccolo numero, ma ci aiuta a capire quanto sia difficile parlare di questo problema”, spiega Gabriele Fabbri di Punto Familia. Secondo le stime interne all'associazione, il 32% dei richiedenti aiuto ha un'età compresa tra i 30 ei 40 anni, il 21% tra i 50 e i 60 anni. I giovani, tra i 20 e i 30 anni, sono solo il 15%, come gli over 60. Il 32% di loro è coniugato.
“ll provvedimento di Chicago non credo sia una soluzione da favorire –prosegue Fabri-. Forse risolverà la piaga della prostituzione di strada, ma credo che il problema si sposterà. Anche a Torino fotografavano le auto dei clienti colti in flagrante, ma è servito a poco: dal Parco della Pellerina si sono trasferiti in altre zone della città. Pubblicare le foto in internet non risolve i problemi, li crea. Pensi solo alle famiglie dei clienti. A Punto Familia si rivolgono anche moglie, madri, fidanzate: dopo che alcuni rotocalchi femminili hanno parlato di noi, il numero di telefonate di donne è aumentato notevolmente, ora si aggira intorno al 21% delle richieste di aiuto”. “Scoprire che tuo padre o tuo marito vanno a prostitute è uno shock –aggiunge Padre Giordano Muraro-. Questa reclamizzazione spudorata non aiuterà certo gli uomini che cercano piacere a pagamento. Serve solo ad aumentare il loro senso di colpa. È una forma di intimidazione. Noi preferiamo persuadere”.
Tratto da: Redattore Sociale del 04/07/2005 (ore 16.00) |