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Il Comune di Chicago pubblica su internet le fotografie dei clienti delle prostitute della città. ''In Italia sarebbe anticostituzionale'' commenta Pia Covre, presidente del Comitato nazionale per i diritti civili delle prostitute.
MILANO - Probabilmente nella foto non sorrideranno. Sono i clienti delle prostitute di Chicago. Il dipartimento della Polizia centrale della capitale dell'Illinois, in accordo con il Comune, ha aperto un sito internet in cui è possibile conoscere non solo l'identità dei clienti delle prostitute e dei loro sfruttatori, ma anche il loro volto. All'indirizzo www.chicagopolice.org/ps/list.aspex il visitatore trova la foto segnaletica dell'arrestato, un suo breve profilo (nome,cognome e indirizzo) e la data e il luogo dell'arresto. Naturalmente, precisa la Polizia, non si tratta di una lista completa, ma si forniscono informazioni solo sulle persone colte in flagranza di reato. La loro immagine rimarrà sulla piazza virtuale di Chicago per 30 giorni.
Internet diventa dunque uno strumento per combattere la prostituzione. E i clienti sono considerati al pari degli sfruttatori. L'iniziativa fa già discutere. "Mettere alla berlina i comportamenti privati è anticostituzionale – spiega Pia Covre, presidente del Comitato nazionale per i Diritti civili delle Prostitute -. La nostra Costituzione garantisce la libertà di comportamento, anche sessuale. Si dice che le prostitute in Italia siano troppe, ma ritengo che siano solo più visibili. Da noi sono sulle strade, mentre in altre città lavorano in appartamento".
Il mondo della prostituzione non conosce cifre né statistiche. Per comprendere la complessità di questo fenomeno esistono solo le stime delle associazioni che si occupano di prostitute e clienti: nel nostro Paese il loro numero si aggirerebbe fra le 40 e le 50 mila, ma in Germania sarebbero 450 mila. "E' un mondo sommerso che vive nella clandestinità delle persone e degli incontri –prosegue Pia Covre-. Anche stabilire la domanda di prestazioni sessuali è impossibile. I clienti ci sono e hanno la libertà di scegliere di andare con le prostitute. Le fotografie sono una soluzione facile e sbrigativa che non serve neppure a migliorare le condizioni delle donne coinvolte".
Tratto da: Redattore Sociale del 04/07/2005 (ore 15.50) |