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ROMA - 40 minori rumeni contattati nella sola Piazza della Repubblica negli ultimi 6 mesi. Matonti: ''Si tratta soprattutto di ragazzi alla ricerca del sogno occidentale e alla conquista della libertà''
ROMA - Da ottobre 2004 a marzo 2005 solo a Piazza della Repubblica sono stati contatti 40 minori rumeni che si prostituiscono. A riferire l’esperienza è Susanna Matonti, avvocato e membro dell’équipe del centro diurno ‘Il cantiere’, che si muove con un’unità di strada per contattare i minori stranieri non accompagnati; altre zone raggiunte dall’auto sono Colle Oppio, Stazione Ostiense e Valle Giulia. “Piazza della Repubblica è ormai tristemente nota per il cosiddetto fenomeno dei marchettari, che vede coinvolti minori e giovani stranieri.
Si tratta soprattutto di ragazzi provenienti dalla Romania alla ricerca del sogno occidentale e alla conquista della libertà”, riferisce Matonti. A Piazza della Repubblica una parte dell’intervento dell’unità di strada viene caratterizzato dalla riduzione del danno, “attraverso la distribuzione di preservativi e di opuscoli illustrativi riguardanti le malattie sessualmente trasmissibili; un’altra parte dell’intervento consiste nel fornire loro più informazioni possibili sui diritti e sulla possibilità di regolarizzare la propria posizione attraverso l’inserimento in un Centro per minori”. Nel 2005 i minori rumeni contattati nella piazza sono quasi tutti rom o in qualche modo legati ai campi, pur essendo minori non accompagnati: “Risulta quindi quasi impossibile convincerli ad entrare in un Centro che gli stessi considerano un posto all’interno del quale si perde tempo, non si ottiene niente di sicuro e soprattutto si è privati della libertà e della possibilità di guadagnare”, spiega Matonti.
Colle Oppio e Valle Giulia sono le altre due zone dedicate alla prostituzione maschile, dove si incontrano giovani marchettari di nazionalità diverse: marocchini, egiziani, rumeni ma anche italiani “che dichiarano di prostituirsi per potersi pagare qualche sfizio in più o magari gli studi: sono pendolari che arrivano da regioni diverse dell’Italia”. A Colle Oppio si ritrovano anche molti richiedenti asilo di passaggio per l’Italia, soprattutto kurdi iracheni; “tra di loro ci sono anche minorenni stanchi e affamati”, rileva Matonti, sottolineando che l’intervento con i richiedenti asilo “è molto diverso e in qualche modo cambia anche il tipo di relazione che si viene ad instaurare, essendo questi visibilmente molto più attenti e interessati a tutto ciò che viene loro detto”. “Stazione Ostiense geograficamente ormai appartiene all’Afghanistan – conclude Matonti -. Anche in questo caso si tratta di richiedenti asilo, molti dei quali considerano l’Italia solo un paese di transito per poter raggiungere Francia, Germania o magari l’Inghilterra. I minori afgani contattati dall’ottobre 2004 a marzo 2005 sono stati all’incirca 60. Di questi, almeno 15 ci hanno ricontattato presso il nostro centro diurno, chiedendo di poter essere inseriti in un centro per minori”.
In futuro – è la proposta dell’avvocato Matonti – potrebbero partecipare all’unità di strada gli stessi educatori delle strutture di accoglienza “per permettere ai minori di conoscere e riconoscere quelli che potrebbero diventare figure di riferimento in un presumibile percorso di integrazione”. Infine, l’unità di strada del centro diurno vorrebbe estendere il suo raggio d’azione alla prostituzione femminile minorile e delle giovani straniere. “Una maggiore attenzione sarà sicuramente rivolta ai neo-magiorenni, gli ex minori stranieri non accompagnati esposti ad un concreto rischio di abbandono (devianza)”.
Tratto da: Redattore Sociale del 23/05/2005 (ore 16.04).
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