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Ecco i risultati del 4° Rapporto sulla Pornografia!   Stampa  E-mail 

La Pornografia in crescita con le nuove tecnologie, i settori emergenti: pay-tv, home-video, porno-on line, videotelefonini satellitari. Tengono sexy-shop e riviste, in calo cinema a "luci rosse".

ROMA - Se l’economia rallenta, la pornografia non conosce crisi, né strutturali né congiunturali, né stagnazioni né tantomeno recessioni. Il fenomeno fotografato dal IV rapporto Eurispes sul tema- è in crescita, oltre che in rapida trasformazione ed evoluzione, anche 'grazie' o 'per colpa' delle nuove tecnologie digitali. E il volume d’affari supera per la prima volta il miliardo di euro: nel 2004 è stato di 1.101 milioni di euro, un dato in salita rispetto agli 895 milioni di euro del 2002 e ai 984 milioni di euro del 2003.

L’area forte d’affari è rappresentata dai settori 'emergenti': pay-tv, home-video, porno-on-line, video-telefonini satellitari, siti web. Ma non mostrano cedimenti neanche i più tradizionali sexy-shop e le riviste porno, soprattutto per la visione di cataloghi e gli annunci di scambisti e privé. A calare sensibilmente, sono invece gli spettatori dei cinema a "luci rosse", che vedono tra l’altro ridursi considerevolmente anche il numero delle sale. ''Il mercato della pornografia -osserva il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara- è riuscito a imporre le sue regole, oltre che sotto l’impulso della spinta economica, soprattutto attraverso una precisa strategia di banalizzazione e di normalizzazione, sulla quale aveva puntato sin dal suo nascere''. Quindi, ''la pornografia è diventata uno dei tanti beni di consumo disponibili -sottolinea Fara- che alimenta un mercato e si giustifica attraverso la produzione di ricchezza. E' ormai 'merce tra le merci', anche se non può e non deve essere considerata una merce come le altre''.

Un settore a parte e, ovviamente, vietato dalla legge, è costituito dalla pornografia minorile che si annida nelle grandi maglie della rete Internet. Dal monitoraggio, emerge che il 76% dei 'server' dei siti di pornografia minorile è negli Usa, seguiti a lunghissima distanza dal Canada con il 5% e dall’Olanda con il 3%.

Ma chi è il 'consumatore globale' di pornografia? Il rapporto Eurispes traccia 9 'identikit'. I più numerosi, valutati in 3 milioni, sono i 'rapiti dello schermo': giovani e comunque non oltre i 40 anni, attaccati alle tv 'all sex' e alle 'preview' gratuite dei siti Internet. Seguono gli 'abitué di coppia', 2 milioni che acquistano nei sexy shop accompagnati da mogli o fidanzate o amanti o compagne d’occasione: prediligono i Dvd o i film in pay-per-view. In qualche modo 'speculari' sono le 'donne in coppia', valutate in 1.100.000, che comprano lingerie sexy e gadget ma soltanto insieme a un uomo e non disdegnano i privé. In 600.000 sono i 'giovani principianti', adolescenti incuriositi dal sesso e dalla voglia di rispondere agli impulsi corporei e disubbidire all’autorità dei genitori, sottraendosi in qualche modo al loro controllo, o navigando in rete o comprando riviste e fumetti porno da scambiare con amici e compagni di scuola. Anche gli 'incalliti di vecchio tipo' vengono stimati in 600.000: prevalentemente uomini di età avanzata o, se giovani, carcerati o militari, legati alle videocassette e alle illustrazioni pornografiche.

L’esercito dei 'telefonisti' si divide in 'irrequieti' e 'metodici'. I primi sono valutati in 400.000 e armeggiano con telefonini Umts, palmari e videotelefonini; fotografano e scambiano immagini erotiche, per un porno 'a portata di mano' magari da consumare negli atri delle stazioni ferroviarie o nelle sale d’imbarco degli aeroporti. I secondi sono più numerosi, almeno 1 milione; e prediligono la telefonata da casa a contenuto erotico, per onanismo o magari anche solo per morbosa curiosità. Quindi, ci sono le 'mosche bianche', appena 145.000, donne single, ventenni studentesse o trentenni più o meno in carriera, che navigano in Internet, 'chattano' e non rifiutano a priori incontri 'al buio', reali o anche solo virtuali. Tutte le categorie sono poi riassunte nei 'surfisti', il cui numero combacia con quello dei potenziali pornofili: il loro approccio è casuale, sporadico, da 'estate a casa con moglie in vacanza' o anche da 'una volta sola per togliersi la soddisfazione', riducendola all’acquisto e alla visione di una videocassetta Vhs, di un Dvd o di un film in pay-per-view. Quanti sono? ''Il casuale è tutti noi'', come sintetizza il rapporto Eurispes sulla pornografia.

Tratto da: www.adnkronos.com.



 

 


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