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Attraverso la messa in rete di operatori sociali del settore pubblico e del privato sociale, di legali, delle forze dell’ordine, si sono ricercate delle prassi condivise per il superamento degli ostacoli incontrati nella reintegrazione dei diritti umani violati.
MILANO - Se la normativa internazionale oggi riconosce la tratta come una grave violazione dei diritti e delle libertà fondamentali dell’individuo, non sempre in Italia esiste una puntuale attività di monitoraggio e valutazione che valuta punti di forza e debolezza delle leggi. «Di qui l’importanza d’iniziative come il progetto West – ha affermato Marcello D’Amico, dell’associazione Irene, in occasione del seminario internazionale “West – Women East Smuggling Trafficking”, tenutosi il 12 maggio presso l’Ismu a Milano- In particolare attraverso la restituzione dei risultati dell’attività di sperimentazione degli sportelli legali, per una migliore tutela delle donne vittime di tratta.
Attraverso la messa in rete, su iniziativa della Regione, di operatori sociali del settore pubblico e del privato sociale, di legali, delle forze dell’ordine non solo si è voluto monitorare l’applicazione degli strumenti normativi in materia di contrasto dell’attività criminale e tutela della vittima, ma attraverso il confronto e lo scambio di informazioni tra i diversi operatori, si sono ricercate delle prassi condivise per il superamento degli ostacoli incontrati nella reintegrazione dei diritti umani violati»
Tratto da: Nuove Schiavitù del 16/05/2005. |