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Merce dal volto nuovo: la storia di E.R.
" Mi chiamo E. R. e vengo da Elbasan. A 15 anni, i miei genitori mi hanno costretto a sposare un uomo di 35 anni. Così è cominciato il mio calvario. Dopo aver abbandonato mio marito sono ritornata dalla mia famiglia. Ma i miei genitori non mi hanno accettata considerandomi un disonore. Non avevo un sostegno e un posto dove andare. Un ragazzo di venti anni che diceva di amarmi e e prometteva di sposarmi mi ha convinto ad andare in Italia per "una vita migliore". Subito ho capito che le mie sofferenze non erano finite. Obbligata a lavorare sulla strada, ho fatto questo per tre anni. Il mio sfruttatore mi picchiava spesso, soprattutto quando non portavo a casa la somma prevista o quando aveva problemi con il traffico della droga. Durante quel periodo ho avuto un bambino. Una volta sono stata picchiata così violentemente che ricordo soltanto di essere stata ritrovata a terra, in una pozza di sangue, da una mia amica. Portata in ospedale ho poi deciso di tornare in Albania. Lì sola con mio figlio, mi sono ritrovata di nuovo sulla strada e sono stata costretta a prostituirmi a Tirana negli hotels e nei motels. Dormivo dove potevo, per strada, nei giardini. Pensai che le mie condizioni sarebbero potute essere migliori in Italia. Ma tornata lì mi sono ritrovata di nuovo sulla strada.Poi sono stata catturata dalla polizia e rimandata in Albania per la seconda volta. Nella casa di accoglienza ho trovato sostegno e serenità e ora posso costruire il mio futuro. Non desidero niente altro che tornare a casa, prendermi cura del mio bambino ed essere la madre che ha desiderato per tanto tempo".
Tratto da: Peacereporter del 31.08.2005
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