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Gli uffici torneranno operativi da lunedì 30 agosto 2010.
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Vorrei raccontare a tutti la gioia di essere liberi.

Non avrei mai immaginato di poter parlare con qualcuno e dire: “Sono stanca di essere merce”.
Quanto costi? Cosa prendi? Cosa mi offri? I primi giorni mi sembrava di essere al mercato di Iasi e dover litigare per pagare meno la zucca o il cavolo. Ma non era così. Dovevo stabilire il prezzo per vendere il mio corpo, la mia persona, tutto di me. Ma non vendevo. Svendevo.
Giorno dopo giorno ero svenduta al miglior offerente. E poi sentirmi dire che ero stata brava, ricevendo fra le mani denaro, sporco del mio corpo, che dovevo subito consegnare all'albanese o rumeno di turno. Ne ho passati tanti di padroni, e per loro anche il sesso gratis. Quanto me lo hanno fatto pesare: “Vedi con noi non si paga” e giù botte.
Un particolare tutto questo dopo una giornata di lavoro. Venti o trenta clienti.
Ho pagato la conseguenza della mia bellezza. Se fossi nata brutta non mi avrebbero comprato o venduta, non sarei andata far parte dei divertimenti di tanti clienti, non avrei dovuto dare il mio corpo al macello di maschi. Non uso la parola uomini, perché nel mio lavoro non ne ho conosciuti. Solo maschi avidi di sesso, che troppo spesso si è mischiato con le mie lacrime.
Oggi sono una donna. Quando ho raccontato la mia storia, molti si sono commossi. A qualcuno ho detto: “Troppo tardi. Avete atteso che diventassi una vittima per ricordarvi di me”.
Oggi sono libera. Amo. Sorrido. Passeggio. Mi diverto. Lavoro. Vita nuova. Ho lottato, ma non da sola. Ho scoperto anche uomini straordinari, ho scoperto anche un prete, che mi ha restituito la vita. Grazie a lui sono rinata. Lui non mi ha chiesto di andare a letto, non mi ha pagato per essere libera, non mi ha comprato, mi ha solo accompagnata per mano dandomi la forza di vincere la schiavitù.
Vorrei raccontare a tutti la gioia di essere liberi. Molti non possono capire, perché non sono stati schiavi. Io si!
Quando sono rientrata per la prima volta in Moldavia, finalmente libera, ho baciato la mia bambina, ed ho capito il valore dell'amore vero, quello che costa ed ho pensato a tutte le volte che sono stata sfruttata e comprata, stringendo fra le mani la foto della mia piccola Irina.
Come vorrei che tutte le donne trafficate, come lo sono stata io, fossero libere. E' un sogno, un desiderio, voglia di libertà. Dobbiamo riuscirci.

Tratto da: TrattaNO! del 21.03.06




 

 


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